Scenari del nostro tempo
“Difendere il futuro” tra guerra e mercato: il saggio che ridisegna il concetto di sicurezza
Il saggio di Enrico Della Gatta è solido, ben costruito e con una chiara intenzione interpretativa. Non è un testo neutrale, né pretende di esserlo: propone una visione definita del ruolo del capitale nella sicurezza contemporanea
Difendere il futuro è un saggio che affronta un tema complesso con un’impostazione chiara e lineare: il rapporto tra sicurezza, innovazione e capitale non è una novità del presente, ma una costante storica che oggi assume forme più esplicite e diffuse. Enrico Della Gatta, nel volume edito da Egea e con la prefazione dell’Ad di Fincantieri Pierroberto Folgiero, costruisce il suo ragionamento partendo da una ricostruzione ampia, che attraversa epoche diverse e mette in relazione sviluppo tecnologico, organizzazione militare e risorse finanziarie.
L’eterno legame tra guerra e capitale
Questa parte iniziale è particolarmente efficace perché evita di rappresentare il presente come una rottura assoluta: al contrario, mostra come il legame tra guerra e capitale sia sempre esistito, anche se con modalità differenti. In questo senso, il libro ha il merito di ridimensionare e correggere il tiro su alcune narrazioni contemporanee troppo semplificate.
Il nucleo centrale del volume è però dedicato all’attualità. L’autore sostiene che la difesa sia ormai diventata una vera e propria “asset class” e che il capitale privato – venture capital, private equity, fondi specializzati – non sia più un attore marginale, ma una componente strutturale della sicurezza occidentale, forse addirittura con poteri superiori agli Stati. Questa tesi viene sviluppata attraverso esempi concreti e riferimenti a casi aziendali e modelli di investimento, rendendo il discorso accessibile anche a chi non ha una formazione specifica in ambito finanziario.
Una precisa chiave di lettura
Lo stile è lineare e diretto, con un tono spesso franco. Della Gatta non si limita a descrivere fenomeni, ma propone una chiave di lettura precisa: nel contesto attuale, la capacità di trasformare rapidamente innovazione in applicazioni operative conta più dell’accumulo tradizionale di mezzi e risorse.
È una posizione che attraversa tutto il libro in modo coerente, anche se lascia meno spazio a visioni alternative o a una discussione più problematica delle implicazioni etiche.
L’attenzione sul concetto di “dual use”
Un elemento interessante è l’attenzione dedicata al concetto di “dual use”, cioè alla crescente intersezione tra tecnologie civili e militari. Il libro evidenzia bene come questo confine sia ormai sempre più sfumato e come l’innovazione si sviluppi in entrambe le direzioni, rendendo difficile separare nettamente i due ambiti. Questo aspetto contribuisce a rafforzare l’idea di una sicurezza che non riguarda più soltanto gli Stati, ma anche il sistema economico e produttivo nel suo complesso.
Una “cassetta degli attrezzi” per un’era in accelerazione
Difendere il futuro è un saggio solido, ben costruito e con una chiara intenzione interpretativa. Non è un testo neutrale, né pretende di esserlo: propone una visione definita del ruolo del capitale nella sicurezza contemporanea. Proprio per questo può risultare utile, perché offre strumenti per leggere un contesto in rapido cambiamento, lasciando al lettore la possibilità di aderire o meno alle conclusioni, ma difficilmente di ignorare il tema che solleva. La Storia, in fondo, non è conclusa.
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