E ora arriva un Caravaggio
Giuli e La Russa svelano la “spy story” dietro l’acquisto dell’Ecce Homo: «È arrivata una soffiata…»
C’è una “spy story” dietro l’acquisizione da parte dello Stato italiano dell’Ecce Home di Antonello da Messina. La rivelazione è arrivata nel corso della trasmissione Cinque Minuti di Bruno Vespa, su Rai 1, con ospiti il presidente del Senato Ignazio La Russa, il ministro della Cultura Alessandro Giuli e la direttrice della Galleria Borghese Francesca Cappelletti. «Ogni ministero ha una sua intelligence, ma stavolta ci è arrivata una soffiata», ha spiegato Giuli rispondendo a una domanda su come il Mic fosse riuscito ad accaparrarsi il dipinto che era finito all’asta da Sotheby’s.
La Russa: «L’esposizione al Senato un successo incredibile»
Rientrato in possesso dell’Italia, il quadro è stato subito esposto al Senato, dove «c’è stata una fila infinita, una fila incredibile, al di là delle previsioni», ha ricordato La Russa. «Io non posso che ringraziare il ministro per questo regalo che ha fatto, non tanto al Senato, quanto agli italiani, di concederne una gratuita esposizione», ha aggiunto il presidente del Senato, annunciando che «ce ne fa un altro».
E ora si attende l’arrivo di un Caravaggio
La Russa ha spiegato che «arriva un’altra grande acquisizione da parte del ministero, un Caravaggio, un Caravaggio bellissimo che verrà anch’esso, in anteprima esposto al Senato, ma non diamo, per adesso, altre indicazioni». La stessa esposizione dell’Ecce Homo è stata prolungata: la prima è terminata il 7 aprile, ma dal 10 la tela sarà nuovamente esposta fino al 19 aprile.
I due “volti” dell’Ecce Homo
Cappelletti si è poi soffermata sull’Ecce Homo, ricordando che sul retro reca la figura di San Girolamo, che «era – ha chiarito La Russa – quello che oggi sono i santini». «Come oggi uno per devozione si porta nel portafoglio, che so io, Sant’Ignazio di Loyola, loro si portavano San Girolamo e l’Ecce Homo, ma l’Ecce Homo non lo sbaciucchiavano per rispetto, mentre sbaciucchiavano San Girolamo rovinandolo. Ecco perché – ha spiegato il presidente del Senato – San Girolamo è molto rovinato e l’Ecce Homo no, corretto?». «È una delle ipotesi credo più attendibili», ha commentato Cappelletti.
Il colpaccio dell’aggiudicazione alla base d’asta
«L’abbiamo pagato 12 milioni e mezzo, un ottimo prezzo», ha poi sottolineato Vespa. «Sì, perché è il prezzo della base d’asta, per questo dico che è stata una bella iniziativa, non abbiamo partecipato all’asta, l’abbiamo avuto con delle trattative molto cordiali e il risultato è stato immediato», ha spiegato Giuli.
Per la tela «residenza all’Aquila e domicilio in Italia»
A maggio l’Ecce Homo andrà al museo d’Abruzzo, all’Aquila, capitale italiana della cultura di quest’anno, nel Castello Cinquecentesco, dove troverà la sua sede permanente. Lì, ha spiegato ancora il ministro, «avrà proprio la residenza, non il domicilio, la residenza, cioè nell’ideale carta d’identità di questo quadro c’è scritto: residenza, l’Aquila, domicilio tutta Italia, perché faremo dei ricongiungimenti familiari con gli altri Antonello da Messina e questo sarà un quadro itinerante che poi ovviamente troverà la sua casa definitiva proprio all’Aquila». «Ci sono altri Ecce Homo, ce ne sono sei credo in totale di Ecce Homo, ognuno diverso dall’altro, ma non così tanto diverso», ha concluso La Russa.
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Politica - di Redazione