Visione unitaria
Forza Italia, vertice fiume dai Berlusconi: Tajani incassa la fiducia, restano i nodi capogruppo e congressi
Dopo oltre 4 ore di confronto nella sede di Mediaset di Cologno Monzese, tra Antonio Tajani e i figli di Silvio Berlusconi, Marina e Pier Silvio, bocche cucite sull’esito del vertice fiume. Ma secondo qualificate fonti azzurre sarebbe stato raggiunto un accordo sul nuovo capogruppo alla Camera di Fi al posto di Paolo Barelli (in pole resterebbe Enrico Costa) e sul nodo dei Congressi locali, regionali e provinciali, che dovrebbero essere diluiti e celebrati con un cronoprogramma preciso solo laddove sono unitari. Al termine del pranzo di lavoro (iniziato attorno alle 13.30), una nota di Fi e un ‘off’ dalla sede Mediaset hanno assicurato che l’incontro è andato bene.
Tajani dai Berlusconi: clima di grande cordialità
Il summit, si legge nel comunicato diffuso dall’ufficio stampa azzurro,” si è svolto in un clima di grande amicizia e cordialità”, è stata “rinnovata la fiducia nel segretario” Tajani ed ”è emersa una visione unitaria e condivisa per il rilancio del movimento nello spirito e con i valori del fondatore”. A stretto giro di posta ambienti vicini alla presidente di Fininvest e all’ad di Mediaset confermano che “l’incontro di oggi a Cologno Monzese è stato molto positivo”. Al tavolo erano presenti l’ex storico braccio destro di Berlusconi, Gianni Letta e Danilo Pellegrino, ad Fininvest Spa. Allo stato, ancora non sarebbe definita la exit strategy per Barelli: restano forti le voci per un posto di sottosegretario nel governo Meloni.
I nodi da sciogliere
Il confronto, spiegano fonti parlamentari informate sentite dall’Ansa, è stato complesso, diversi i nodi da sciogliere. Incluso quello dei congressi. Tajani era arrivato negli uffici di Mediaset alle 13.30, e mezz’ora più tardi la presidente di Fininvest. Al di là della “ampia panoramica sulla situazione politica, economica ed internazionale”, la discussione si è concentra sul partito. Sarebbero stati affrontati anche i problemi azzurri nelle regioni del Sud. Sui congressi Tajani avrebbe cercato di tenere il punto. Intanto, dopo la sostituzione del capogruppo al Senato, il prossimo step è ripetere l’operazione alla Camera.
Da chiarire il futuro di Barelli
Alcune fonti assicurano che Tajani sia ripartito per Roma con in tasca il nome di Costa, ma avrebbe chiesto tempo. Deve quantomeno procedere con una serie di verifiche con i deputati. Un’ipotesi che già spinge alcuni di loro – soprattutto chi ha perplessità su Costa per il suo doppio addio a FI dove è tornato nel 2024 – a mettere sul piatto una votazione. Il rischio di spaccare il gruppo con una sostituzione a freddo è uno degli elementi considerati attentamente ai vertici del partito. Qui le fonti divergono. Secondo le ricostruzioni di chi sostiene che la riunione non sia andata benissimo, sarebbero stati valutati diversi nomi (da giorni circolano quelli di Giorgio Mulè, Deborah Bergamini, Pietro Pittalis e Raffaele Nevi); e, senza un’intesa, alla fine è stato demandato a Letta di facilitare la ricerca di una sintesi.
Resta da chiarire anche il futuro di Barelli. Il suo nome circola da giorni nel “rimpastino” di sottosegretari che il governo si prepara a varare. Ma non è escluso che in quella partita alla fine possa rientrare un altro deputato di FI, Maurizio Casasco- ricostruisce l’Ansa- e che l’attuale capogruppo possa ereditarne il ruolo di presidente della commissione parlamentare di vigilanza sull’anagrafe tributaria. Non è detto che su tutti questi temi arrivino imminenti scelte. Come nota un big azzurro, sono decisioni, soprattutto quelle sui congressi, che devono passare anche dagli organi del partito.
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