A volte ritornano e ripartono
Flotilla il sequel: pro-Pal e prof attivisti salpano da Barcellona. Rotta sulle coste sabbiose di Gaza con rompighiaccio di Greenpeace. Ma che c’azzecca?
Tempismo perfetto, quello di pacifinti e eco-catastrofisti pronti a salpare oggi da Barcellona per una nuova impresa della Flotilla che, tra brevi cenni sull’universo e conflitti che incendiano lo scacchiere internazionale, tornano a mettere in scena l’ultimo atto della loro “battaglia navale” per Gaza e dintorni. Ci risiamo: mentre il Medio Oriente vive una tregua fragile e complessa, a Barcellona c’è chi preferisce il folklore dello scontro alla concretezza della diplomazia.
Circo navale seconda puntata: la Flotilla pronta a salpare da Barcellona
Salpa oggi la famigerata “Global Sumud Flotilla“: un centinaio di imbarcazioni e circa mille attivisti a caccia di telecamere, con l’obiettivo dichiarato di forzare il blocco israeliano proprio a ridosso delle festività di fine aprile. E come scrive Fausto Biloslavo su Il Giornale in edicola oggi, «se tutto va bene si faranno intercettare dagli israeliani fra il 25 aprile e primo maggio, giusto in tempo per aizzare le piazze a casa nostra». Ma questo, si sa, non è un copione inedito per la Flotilla in tema di missioni provocatorie e auto-propagandistiche…
Stavolta a veleggiare verso le sabbiose coste di Gaza anche una rompighiaccio
La vera novità, infatti (o nota di colore verde acceso che dir si voglia) è la partecipazione di Greenpeace in campo (in acqua cioè) con l’ammiraglia Alba artica. Greenpeace, l’associazione arci-nota che, proprio come Greta Thunberg, dovrebbe occuparsi di calotte e orsi popolari in via di estinzione e della natura a rischio sopravvivenza e invece dirotta su Gaza con una rompighiaccio. E a questo punto ci si potrebbe chiedere: ma cosa c’entra l’associazione, solitamente impegnata a salvare balene e banchise, con l’invio della super nave? E ancora. Cosa c’entra un rompighiaccio con le coste sabbiose di Gaza? Tutto resta, al momento, un mistero della fede “green”.
Sagre, birra e pioggia di fondi
A salutare la partenza, sul molo catalano, una “festa di solidarietà” che somiglia molto a una sagra tra fiumi di alcol e cibo, al grido di “We Rise”. Eppure, i conti non tornano: la raccolta fondi, a detta di Biloslavo che lo argomenta, sarebbe stata un flop, raccogliendo meno della metà del milione prefissato. Ma i soldi per il carburante (circa 270mila euro), in compenso, sarebbero spuntati comunque.
Flotilla pronta a salpare, in campo (e in mare) i soliti noti…
Nel frattempo, comunque, la direttrice di Greenpeace Italia ha già benedetto l’operazione in chiave anti-occidentale. Al suo fianco, poi, non poteva mancare la Open Arms di Oscar Camps, l’attivista dei sette mari spagnolo che sembra ormai aver barattato il soccorso dei migranti con la militanza pro-Pal. Tutto pronto, dunque: un centinaio di barche – nelle speranze e nel solito teatrino del gioco dei numeri degli organizzatori – e un migliaio di attivisti – ossia il circa il doppio della precedente missione kamikaze – sono ai blocchi di partenza, determinati ad affrontare intemperie e autorità israeliane. E a salpare oggi da Barcellona.
Anzi, precisa Biloslavo: «Neanche metà delle imbarcazioni salperanno oggi. E altre si uniranno, comprese una ventina già pronte in Italia, e altre dalla Tunisia e dal Pireo».
La sponda italiana della missione
Tra gli agit-prop di bordo, allora, spiccano figure come Thiago Ávila (già sodale di Ilaria Salis) e la biondissima “Barbie di Gaza”, Hanan Alcalde. Anche l’Italia fa la sua parte: da Napoli –dove le imbarcazioni sono arrivate partendo da Marsiglia e con al timone i soliti noti già fermati e rilasciati la volta precedente – e Reggio Calabria, scaldano i motori una ventina di barche. Tra i partecipanti, delegati Gkn «Soms Insorgiamo» di Firenze e insegnanti militanti e dissidenti. Tutti pronti a “ricostruire Gaza” con la sola forza degli slogan.
A Bari, segnala sempre Biloslavo, lo skipper locale ha ricevuto persino il saluto del sindaco del Pd, Vito Leccese, confermando come certa sinistra non perda mai l’occasione per salire sul carro, o meglio, sulla barca, dell’ideologia più poliedrica e demagogica che mai…
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