Ora parola al riesame
Finanziamenti ad Hamas: la Cassazione annulla l’arresto di Hannoun. Cosa cambia ora
La Suprema Corte ha deciso di rinviare il caso ai giudici che si riuniranno in diversa composizione e che avranno dieci giorni per pronunciarsi. L'esponente palestinese resta in carcere a Terni, è accusato di fare parte di un'associazione con finalità terroristiche che avrebbe finanziato Hamas
La notizia è arrivata ieri sera: la Corte di Cassazione ha annullato con rinvio le ordinanze del Riesame che confermavano gli arresti del gip del tribunale di Genova nei confronti del presidente dei palestinesi in Italia Mohammad Hannoun, Ra’ed Dawoud, Yaser Elasaly e Ryad Albunstanji, in carcere con l’accusa di i fare parte di un’associazione con finalità di terrorismo che avrebbe finanziato Hamas.
Inammissibili i ricorsi della procura di Genova contro la scarcerazione
La Corte ha inoltre decretato inammissibili i due ricorsi della procura di Genova contro la scarcerazione, decisa in precedenza dal tribunale del Riesame nei confronti di Raed Al Salahat, 48 anni, difeso dagli avvocati Samuele Zucchini ed Emanuele Tambuscio e di Khalil Abu Deiah, legale rappresentante dell’associazione La Cupola d’Oro. La parola al Riesame: rivalutazione entro 10 giorni Per quanto riguarda l’annullamento delle ordinanze di arresto, il Riesame avrà ora dieci giorni per riesaminare il caso.
Hannoun resta in carcere a Terni
Proprio in virtù del rinvio disposto in attesa di una rivalutazione del caso da parte del tribunale del Riesame, l’annullamento dell’arresto non comporta automaticamente la scarcerazione di Mohammad Hannoun, di Ra’ed Dawoud, Yaser Elasaly e Ryad Albunstanji.In attesa di una nuova pronuncia dunque Hannoun resta in carcere a Terni. Per La motivazione sarà resa nota entro 30 giorni. Non ci sono dettagli relativi al provvedimento ma secondo fonti stampa potrebbe essere probabile che la Suprema Corte abbia, come già fatto dal Riesame e dalla procura generale, dichiarato inutilizzabili i file israeliani citati dalla procura di Genova come fonte di prova.
Le ipotesi dei legali
L’agenzia di stampa Adnkronos ha contattato l’avvocato Fabio Sommovigo, legale insieme a Dario Rossi e Emanuele Tambuscio del presidente dei palestinesi in Italia Mohammad Hannoun. Sommovigo ha risposto ipotizzando che «Visto che il provvedimento riguarda tutti, sembra evidente che i giudici della Corte di Cassazione abbiano ascoltato e immagino accolto il tema di fondo posto da me e dagli altri difensori, cioè è configurabile in questo caso il 270 bis».
La soddisfazione del collegio difensivo
Successivamente in una nota lo stesso Sommovigo insieme ai colleghi avvocati Nicola Canestrini, Sandro Clementi, Fausto Gianelli, Elisa Marino, Gilberto Pagani, Pier Francesco Poli, Marina Prosperi, Nabil Ryah, Federico Riboldi, Dario Rossi, Flavio Rossi Albertini, Giuseppe Sambataro, Emanuele Tambuscio, Gianluca Vitale e Samuele Zucchini ha diffuso una nota: «Il collegio difensivo degli indagati nell’inchiesta della Procura di Genova per il presunto finanziamento ad Hamas esprime soddisfazione per la decisione della quinta sezione della Cassazione di annullare con rinvio la decisione del tribunale di Genova che aveva confermato gli arresti di Mohammad Hannoun, Ra’ed Dawoud, Yaser Elasaly e Ryad Albunstanji dichiarando inammissibile nel contempo il ricorso della procura di Genova nei confronti di Raed El Salahat e Khalil Abu Deiah, già scarcerati dal Riesame».
Attese le motivazioni della Corte
Nel testo si legge ancora: «In attesa delle motivazioni della Suprema Corte – dicono i legali – pare evidente che il tribunale dovrà riconsiderare le posizioni degli indagati per i quali era stato provato solo l’invio a Gaza di aiuti alimentari e di denaro destinato ad attività umanitarie di sostegno alla popolazione civile. È importante anche che la Cassazione abbia dichiarato inammissibile il ricorso della procura della Repubblica di Genova diretto a fare entrare nel procedimento i documenti trasmessi dai servizi segreti israeliani e già esclusi dal Riesame».
Il Giornale denuncia: minacce contro giornalisti e direttore
E la notizia del pronunciamento della Corte di Cassazione è stata accolta da alcuni esponenti vicini ad Hannoun con nuovi attacchi contro i giornalisti. Il quotidiano Il Giornale infatti denuncia in rete quanto accaduto: «A minacciare nella notte la nostra giornalista Giulia Sorrentino e il direttore Tommaso Cerno è stato uno degli appartenenti al giro di Hannoun, Amir Abdaljawwad. In una storia, taggando appositamente la nostra cronista» si legge sul sito online de Il Giornale «ha scritto: “Spero proprio di vedere la tua espressione e quella dei tuoi amici nazisti, dopo che tutte le vostre prove sono state scartate. Ti suggerisco un modo per trarre vantaggio da questi e dalle pagine dei vostri giornali: potrebbero essere utili per pulirsi il cu$$$o”, scrive allegando il post in cui si spiegava quanto fosse per loro positivo il parere della Consulta».
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