Sceneggiata irresponsabile
Dl Sicurezza, Kelany: “Vergognoso ostruzionismo della sinistra. Difenderemo il decreto a spada tratta”
Le opposizioni alzano le barricate contro norme con cui la maggioranza vuole contrastare la criminalità giovanile e il fenomeno delle baby gang. FdI: "Difenderemo il provvedimento a spada tratta dopo anni di lassismo"
Da sinistra la solita vergognosa sceneggiata sul tema della sicurezza. Il boicottaggio dei lavori in commissione è indecoroso. Mette il dito nella piaga Sara Kelany di FdI:
Dl Sicurezza, Kelany: “Ostruzionismo becero”
“Quello che sta accadendo in Commissione Affari costituzionali al Senato dove è in corso l’esame del Dl Sicurezza è vergognoso: la stessa opposizione che si riempie la bocca di Sicurezza nei talk show in Parlamento fa ostruzionismo becero su un provvedimento. Un provvedimento che introduce norme importanti per aumentare il livello di Sicurezza nelle città; contrastare la criminalità giovanile e il fenomeno delle baby gang”.
Kelany: “Sinistra irresponsabile, mai si è occupata di sicurezza”
“La sinistra che per anni ha incentivato l’immigrazione di massa senza mai occuparsi della Sicurezza, anzi accusando la destra di fare propaganda, oggi a parole sembra avere la soluzione per tutto. Ma all’atto pratico si dimostra come al solito incoerente e irresponsabile. Fratelli d’Italia andrà avanti per risolvere i problemi creati da anni di lassismo che hanno portato caos e degrado nelle nostre città”. Le parole di Sara Kelany, componente Commissione Affari costituzionali alla Camera.
Muro contro muro in commissione Affari costituzionali
Sono infatti ripresi, in commissione Affari costituzionali al Senato, i lavori sul dl Sicurezza su cui è in atto un muro contro muro. E’ in corso l’esame dei 1.215 emendamenti depositati al testo. Continua l’ostruzionismo delle opposizioni. Vani i tentativi – reiterati – del presidente Alberto Balboni di FdI e della maggioranza di concentrare la discussione su alcuni emendamenti segnalati. Nella seduta fiume di martedì dalle 14 fino a tarda serata la commissione è arrivata all’esame della prima quarantina di emendamenti all’articolo 2 del testo. Mentre molti, sull’articolo 1, in particolare nella parte recante le disposizioni sui coltelli (su cui vi è necessità di intervenire con dei correttivi per restringere il campo di applicazione e per prevedere un “giustificato motivo” di porto) restano accantonati.
La maggioranza difenderà a spada tratta il provvedimento
Come già emerso nei giorni scorsi, vi è dunque ormai la consapevolezza dell’impossibilità di chiudere l’esame degli emendamenti ai 33 articoli del testo con il conferimento del mandato al relatore (che è lo stesso Balboni). Al momento il testo è calendarizzato in aula, in prima lettura al Senato, per il 14 aprile. Va poi trasmesso alla Camera e convertito entro il 25 aprile. Un Dl che, aveva detto a Public Policy il sottosegretario dell’Interno Nicola Molteni (Lega) che sta seguendo il provvedimento in commissione, la maggioranza intende “difendere a spada tratta”.
Ciriani: “Non rinunceremo ad approvare il decreto”
Stessa posizione l’aveva confermata il ministro Luca Ciriani a margine dell’ultima riunione dei capigruppo: “Non rinunciamo ad approvare il decreto. E non rinunciamo neanche ad apportare le modifiche importanti che il decreto attende”, aveva detto. Alle opposizioni, invece, non interessa molto discutere nel merito di molte nuove norme: diversi argomenti contenuti nel testo avrebbero dovuto essere affrontati con un maggiore approfondimento, evitando la decretazione d’urgenza. Cosa avviene ora?
Malan: “In aula ma con tempi contingentati”
Ora, dunque, si valuta come procedere: la strada ipotizzata dal capogruppo di FdI in Senato Lucio Malan è quella di un approdo in aula con i tempi contingentati. E il ricorso al “canguro” per il voto congiunto degli emendamenti simili. Apportando le modifiche direttamente in aula e senza apposizione della questione di fiducia. Ma la valutazione – in definitiva – spetterà al Governo, anche alla luce degli impegni dell’aula per la conversione di diversi decreti.
La tempistica
Entro il 21 aprile vanno infatti convertiti il Dl Energia, il cosiddetto Dl Bollette (calendarizzato già per oggi nell’aula di Palazzo Madama); e il Dl Pnrr (oggi in discussione generale alla Camera, su cui il Governo ha preannunciato l’apposizione della questione di fiducia), che arrivano entrambi in seconda lettura in Senato. Mentre il Dl sicurezza da convertire entro il 25 aprile, si trova a Palazzo Madama in prima lettura e va poi trasmesso alla I di Montecitorio. Una nuova conferenza dei capigruppo, attesa forse già per oggi, dovrebbe definire più nel dettaglio i lavori dell’aula.
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