Alle radici della debacle
Delusione mondiale, Gravina nella bufera: «Si deve dimettere». Ma lui non schioda: «Deciderà il consiglio federale»
«C’è tanta delusione e amarezza per come è arrivata questa eliminazione. Avrei dato tutto per questo obbiettivo e fa molto male. Il mio futuro? Oggi non importa». Con queste parole il ct della Nazionale Gennaro Gattuso ha commentato la sconfitta dell’Italia contro la Bosnia che ci è costata la terza eliminazione di fila ai mondiali e che ora chiama una diffusa richiesta di un’assunzione di responsabilità da parte del presidente della Fgci, Gabriele Gravina.
L’amarezza di Gattuso
«Con un gruppo in difficoltà e in uno stadio come questo abbiamo giocato col cuore. Complimenti alla Bosnia ma ci sarebbe da rivedere qualcosa dal punto di vista arbitrale perché tante scelte non mi hanno convinto. Resta un dato di fatto che ultimamente si fa fatica a fare risultati, sia in nazionale che con le squadre di club», ha aggiunto Gattuso, ricordando che «sono arrivato che avevo già allenato qualcuno dei ragazzi e ho conosciuto tanti calciatori che avevo già visto giocare. Umanamente mi hanno sorpreso tutti perché hanno tanto negli ultimi mesi».
Ai cronisti che gli chiedevano del suo futuro Gattuso ha risposto che «non è certo questo il momento per me di parlarne. Adesso c’è solo tanta amarezza». A difesa del ct si sono schierati giocatori come Leonardo Spinazzola e il presidente della Fgci Gabriele Gravina, che subito dopo la partita ha fatto sapere di avergli chiesto di restare.
Gravina nella bufera: «Si deve dimettere»
Lo stesso Gravina, però, è sulla graticola. Dai social alla politica sono in molti a chiederne il passo indietro. «Dopo l’ennesimo fallimento della nazionale di calcio Italiana, il presidente della Figc Gabriele Gravina deve semplicemente dimettersi. Il calcio italiano va rifondato e le sue dimissioni sono imprescindibili», ha scritto sui social il capogruppo di Fratelli d’Italia alla Camera, Galeazzo Bignami.
La Lega ha diramato una nota parlando dell’eliminazione come di «una vergogna inaccettabile». «Il calcio italiano è da rifondare, partendo dalle dimissioni di Gabriele Gravina», ha sottolineato il Carroccio. Per Forza Italia è stata la senatrice Licia Ronzulli a sottolineare che la disfatta è arrivata «nonostante la grinta degli azzurri e un grande capitano come Gattuso». «E così, in totale, saranno 16 gli anni fuori dal torneo più importante del mondo. Una vergogna nazionale senza precedenti. Il Sistema Calcio è da azzerare, i vertici della Figc dovrebbero avere la decenza di farsi da parte. Gravina, dopo questo disastro hai solo una cosa da fare: dimissioni immediate! Basta. L’Italia del calcio merita di meglio», ha scritto su X l’esponente azzurra.
La Russa: «A tutto c’è un limite»
Anche il presidente del Senato Ignazio La Russa ha scritto un post nel quale ha espresso tutta la sua amarezza. «Abbiamo tifato, abbiamo sperato, abbiamo inveito contro un paio di decisioni arbitrali discutibili, ci siamo persino stupiti che incredibilmente abbiano mandato il più giovane a tirare il primo rigore (lo ha deciso Gattuso o forse un Bonucci presuntuoso?). Ma a ripensarci bene, in cuor nostro lo temevamo o meglio lo sapevamo. Ridire adesso come la pensiamo – e non da oggi – sarebbe inutile più che ingeneroso. Ma a tutto c’è un limite».
La richiesta di audizione in Commissione
Il presidente della Commissione cultura della Camera, Federico Mollicone, ha poi fatto sapere che «in seguito alla nuova e grave sconfitta della Nazionale italiana di calcio e la conseguente mancata qualificazione alla Coppa del Mondo, per la terza edizione di fila, chiederò l’audizione in Commissione, dati i poteri di vigilanza del Parlamento, del presidente della Figc, Gabriele Gravina, per capire i motivi di una simile disfatta». «L’ultima volta che l’Italia ha partecipato alla fase finale è stato nel 2014. Praticamente due generazioni di ragazzi italiani non hanno mai visto la propria Nazionale giocare ai Mondiali», ha aggiunto l’esponente FdI.
Ma Gravina non schioda
Gravina però resiste e prende tempo. «Mie dimissioni? Per quanto riguarda la parte politica c’è una sede per fare delle valutazioni, ho già avvisato i miei collaboratori di convocare un Consiglio federale la prossima settimana. Ci saranno valutazioni, che spettano di diritto per rispetto anche di quanto previsto dalle norme al Consiglio Federale».
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Politica - di Eva De Alessandri