Il gioco delle tre carte
Covid, Giuseppe Conte fa la vittima in tv ma fugge con un trucchetto dalla Commissione
In tv va a dire di aver chiesto di essere audito in Commissione Covid e di non essere mai stati chiamato. In Parlamento, però, non compie il passo necessario affinché la Commissione possa davvero chiamarlo, ovvero dimettersi da membro dell’organismo. Sul caso degli affari sospetti intorno alle mascherine, riemerso con prepotenza dopo l’audizione dell’imprenditore Dario Bianchi, Giuseppe Conte torna a vestire i panni di “Giuseppi”, uno e doppio. A sottolinearlo, dopo l’intervista rilasciata dal leader M5S alla trasmissione Fuori dal coro di Mario Giordano è FdI.
Il ritorno di “Giuseppi” per scappare dalla Commissione Covid
«Giuseppe Conte si conferma un demagogo bugiardo. Nel suo intervento in diretta alla trasmissione Fuori dal Coro, si è esibito in un esercizio di squallida menzogna da propinare ai telespettatori dando dimostrazione di come, anche in questo caso, esistano più “Giuseppi”: uno che dichiara ai telespettatori che è pronto a farsi audire, l’altro che dichiara in Commissione Covid che non intende dimettersi da commissario, condizione necessaria per farsi audire», ha detto la deputata Alice Bonguerrieri, capogruppo di FdI in Commissione.
«Conte sa perfettamente che l’audizione in Commissione dipende soltanto dalla sua volontà. Sono passati due anni dall’inizio dei lavori della Commissione Covid, se davvero ha il desiderio di rendere conto agli italiani della gestione della pandemia, si dimetta subito e si faccia audire, come FdI lo invita a fare da sempre. Soltanto ora che, grazie all’impegno di FdI e del centrodestra, è messo con le spalle al muro, ritiene di dover chiamare in diretta una trasmissione tv per affermare il contrario di quanto ha dimostrato finora. Ciò è vergognoso», ha aggiunto Buonguerrieri, invitando Conte a smetterla «di mentire e di scappare».
Cos’ha detto Giuseppe Conte in tv
Nel suo intervento da Mario Giordano, Conte aveva detto di aver «scritto una lettera ai presidenti di Camera e Senato chiedendo di essere ascoltato sulla gestione del Covid e tutte le difficoltà che abbiamo dovuto affrontare. Ho chiesto di essere ascoltato e fin qui non sono ancora stato chiamato», vestendo i panni della vittima. Sui social poi ha accusato la maggioranza di «buttare fango», parlando di «calunnie sulla gestione Covid e su aspetti che mi vedono completamente estraneo come ho già chiarito ampiamente anni fa».
Bignami: «Quali altre bugie ha detto Giuseppi?»
Per il capogruppo di FdI alla Camera, Galeazzo Bignami, «Conte continua a prendere in giro gli italiani. È ridicolo che vada a raccontare nelle trasmissioni tv di essere disponibile a farsi audire dalla Commissione Covid, smentendo come nulla fosse tre anni di lavori della Commissione stessa in cui non ha mai collaborato. Ricordo che Conte è componente della Commissione, dalla quale latita puntualmente durante i lavori incessanti che stiamo portando avanti, questo dimostra che utilizza la sua funzione al solo fine di evitare di essere audito e raccontare agli italiani dello sperpero di denaro pubblico avvenuto quando era presidente del Consiglio». «Ora la domanda è: quali altre bugie ha detto Giuseppi?», ha chiesto Bignami.
Montaruli: «Facile fare la vittima in tv…»
Per la vicecapogruppo Augusta Montaruli «Conte confonde il salotto televisivo con le sedi istituzionali: la sua presunta disponibilità a farsi audire in Commissione Covid è solo l’ennesima fake news d’autore» ed «è fin troppo facile fare la vittima davanti alle telecamere, mentre nei fatti ci si sottrae al confronto con la Commissione d’inchiesta». «Sulla gestione delle mascherine e sulle troppe zone d’ombra del suo governo – ha aggiunto la deputata – Conte ha il dovere di rispondere agli italiani, non di collezionare comparsate. Sì presenti in Commissione e smetta di scappare dalla verità».
La testimonianza di Antonella Zedda
La senatrice Antonella Zedda, vicecapogruppo del partito a Palazzo Madama, ha poi portato la sua personale testimonianza, ricordando che «dal mio ingresso in Commissione, maggio 2025, quasi ad ogni riunione di Commissione ho chiesto che Conte desse disponibilità ad essere audito, azione che non si è mai verificata». «Le sue affermazioni rese a Fuori dal Coro sono la dimostrazione, ammesso che ve ne fosse stato bisogno, che il suo atteggiamento durante la pandemia trova oggi il suo più tangibile riscontro in questa ambiguità, tesa a non voler fare ammissioni per lui molto scomode».
La richiesta di coerenza: «Conte si dimetta»
La dimissioni da commissario, dunque, sarebbero per Conte la via maestra per dimostra che davvero vuole fare audire, come va dicendo: «Se davvero non ha nulla da temere, smetta di usare il ruolo di commissario come uno scudo. Si dimetta, esca dal bunker e venga a riferire come testimone», ha sottolineato la deputata Elisabetta Gardini, ricordando che «gli italiani hanno pagato un prezzo altissimo: libertà sospese per decreto, decisioni chiuse nelle stanze del potere e miliardi di euro spesi in banchi a rotelle e mascherine fantasma. La stagione dell’opacità è finita. Conte deve scegliere: o la trasparenza nelle sedi istituzionali o la fuga perenne nei salotti tv. La verità non si decide in un talk show, si accerta con i fatti».
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