Un successo di FdI
Comuni in dissesto, arriva la nota del governo in soccorso di tanti enti locali in difficoltà
Il Ministero per l'economia e le finanze sta predisponendo una nota interpretativa che dovrebbe risolvere i problemi dei comuni
La questione del Fondi di anticipazione liquidità per i comuni in dissesto sembra arrivare a una soluzione. Com’è noto da quest’anno, i comuni finiti in dissesto dovrebbero mettere in bilancio l’intera quota chiesta in fase di rientro.
La precisazione del Ministero
Il Ministero per l’economia e le finanze sta predisponendo una nota interpretativa che dovrebbe risolvere i problemi di gran parte degli enti locali in difficoltà. In questa nota, Via XX Settembre chiarisce che gli obblighi del rientro non riguarderanno i comuni in dissesto da un quinquennio che hanno già avviato la fase di riequilibrio, dividendo i debiti pregressi dalla gestione ordinaria.
Un primo, importante passo anche alla luce della interlocuzione avuta con Anci. Fratelli d’Italia, in fase di Milleproroghe, aveva preparato un emendamento sul punto.
La nota interpretativa sgraverebbe dagli obblighi di rientro almeno i comuni che hanno passato il quinquennio del dissesto, impedendo loro di andare in default. Molti di questi enti locali hanno aumentato la riscossione dei tributi e non possono più andare oltre, né hanno maturato ulteriori debiti nella gestione ordinaria, per cui non potrebbero essere doppiamente penalizzati.
L’attenzione del governo per i comuni del Sud
La nota interpretativa attesa dagli uffici di via XX Settembre segna anche l’interesse che il governo Meloni manifesta per i comuni in difficoltà. Quelli in dissesto sono oltre mille, la gran parte dei quali si trovano proprio nel Mezzogiorno. E non si tratta solo di piccoli comuni ma anche di capoluoghi come Brindisi o Foggia, mentre la città metropolitana di Reggio Calabria, salvatasi proprio grazie al suo status, non versa in condizioni finanziarie buone. L’impegno del viceministro di FdI, Maurizio Leo, persona di grande competenza, è funzionale anche in relazione al fatto che i comuni in fase di risanamento non gioverebbero in alcun modo di un ulteriore dissesto. Da qui la decisione della nota.
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