Day after
Calenda piccona il campo largo, tra Conte e Avs la sentenza è spietata: “Il centrosinistra non è pronto a governare, solo una corrida” (video)
La fotografia scattata da Carlo Calenda sul centrosinistra all’attacco scomposto del governo, più che in bianco e nero (più nero che bianco per la verità) è quella che mette a fuoco un terreno disgregato su tutto e arido di proposte. Sì, perché mentre l’asse giallo-rosso continua a recitare lo spartito di una coalizione che non c’è, il leader di Azione decide di rompere gli indugi descrivendo in pochi ma significativi scatti, l’immagine spietata di un’opposizione allo sbando. E non è solo una critica politica: è una bocciatura su tutta la linea… e alla fine, la didascalia di Calenda è una sentenza che non ricorre a giri di parole: «Il centrosinistra è diviso su tantissime cose, e non vedo proposte. Non è pronto per governare»…
Calenda boccia senza mezzi termini la rissa nel centrosinistra
Il giudizio di Calenda colpisce al cuore l’ambiguità tattica di chi vorrebbe candidarsi alla guida del Paese senza avere una visione comune. «Non ha un’idea concreta sull’energia; sul posizionamento internazionale», attacca il senatore, puntando il dito contro le piroette contiane: «C’è Conte che va nel sottoscala a incontrare l’inviato di Trump, poi dice “basta alle armi all’Ucraina”. E un minuto dopo dice “ma, forse le armi all’Ucraina sì”…». E alla fine della fiera, per Calenda è inaccettabile che, mentre l’Occidente trema, la sinistra giochi a rimpiattino: «Sento sempre una corrida e ripetere “siamo pronti”. Ma pronti per che cosa? Qui sta crollando il mondo e voi per cosa vi dite pronti? Per fare che? Cos’è una gara per voi?».
Dall’attacco a Conte alla sciabolata ad Avs
Una critica, quella di Calenda, che si estende anche ai timori ideologici di Avs sul nucleare: «E quegli altri (Avs?), che sono due anni che dicono che devono portare un decreto sul nucleare, e non lo portano perché hanno paura? Così non si va da nessuna parte… Noi non parteciperemo come Azione a questo scempio».
Il richiamo di Calenda a calma e concretezza
E in questo scenario di “scempio”, Calenda dichiara in Aula – come ha fatto ieri – di scegliere la via della mediazione istituzionale. Durante l’informativa della premier Meloni, il tono è cambiato: meno rissa, più merito. «Adesso abbiamo di fronte l’ora più buia che l’Europa e l’Occidente abbiano affrontato», ha avvertito il numero uno di Azione in Aula.
«La rissa non giova a nessuno»
La sua è una mano tesa, pur nella distinzione dei ruoli: «La rissa non giova a nessuno. Non ne beneficeremo noi. E non ne beneficerete neanche voi, verremo travolti tutti. Noi siamo qua… abbassiamo tutti quanti i toni, perché proprio non è il momento di dare all’Italia questa immagine». Un appello alla serietà che, di fatto, isola ulteriormente i fautori della protesta fine a se stessa. (Sotto, l’intervista dell’Agenzia Vista postata su Youtube).
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