Odio rosso
Bologna, minacce a Cavedagna su una pagina social antifascista: una ripicca per la lettera di FdI sulla Salis?
Ad aumentare la scia di odio antifascista nelle piazze italiane, adesso ci pensano anche le sigle dell’estrema sinistra sui social. Nella pagina Instagram di Bolo resiste è apparsa una storia in cui si vede Stefano Cavedagna, europarlamentare di Fratelli d’Italia, che indica la sede vandalizzata e sotto un’altra sua foto modificata mentre indica il corpo di Benito Mussolini, appeso a testa in giù a Piazzale Loreto. Ciò che inquieta ancor di più, sono le scritte sulle immagini: «Sbirri indicano cose, fasci indicano se stessi».
Oltre all’astio verso le forze dell’ordine, emerge un parallelismo insensato tra il duce e l’esponente di FdI, che a quanto pare meriterebbe la stessa fine. Eppure, persino un partigiano rosso come Sandro Pertini disse di essere rimasto scandalizzato dallo scempio dei cadaveri a Milano, alla fine della guerra. I nuovi antagonisti hanno riconfermato che il clima di tensione arriva dalla sinistra radicale, non certo dalla destra che è continuamente costretta a subire intimidazioni di ogni genere.
Minacce antifasciste a Cavedagna, una ripicca per la lettera di FdI all’Ue sulla Salis?
La foto pubblicata dalla pagina antifascista viene pubblicata dopo un evento particolare, che ha suscitato una grande attenzione mediatica. Sabato scorso Ilaria Salis è stata raggiunta dalle forze dell’ordine nell’albergo in cui soggiornava a Roma, per un controllo, ed è stata sorpresa in camera con il suo assistente Ivan Bonnin condannato in via definitiva nel 2015 per interruzione di pubblico servizio aggravata e violenza privata. E così il gruppo di FdI all’Europarlamento ha deciso di inviare una lettera alla presidente dell’Eurocamera, Roberta Metsola, per avere dei chiarimenti. Il primo firmatario della missiva è stato proprio Stefano Cavedagna ed è proprio per questo che il post di Bolo resiste fa pensare a una specie di ripicca.
«Sono allibito dal clima d’odio»
La vicenda ha chiaramente allarmato Stefano Cavedagna, che si è detto «allibito dal clima di odio che c’è in città, alimentato da certi mondi. Bisogna che le istituzioni locali intervengano isolando e fermando certi soggetti. È molto triste, perché in passato qualche pazzo ha compiuto anche gesti estremi». Ma nonostante tutto, l’eurodeputato di FdI non ha alcuna intenzione di dimettersi: «Non ci fanno paura, non ci fermeremo, continueremo con la nostra attività con ancora più convinzione per il bene di Bologna e dell’Italia. Non è nel nostro Dna arrenderci. Ho provveduto a segnalare alla Digos la situazione».
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