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Youtrend, tra chi ha votato No il 31% lo ha fatto contro il governo e non sulle questioni di merito

L'analisi per SkyTg24

Youtrend, tra chi ha votato No il 31% lo ha fatto contro il governo e non sulle questioni di merito

Politica - di Alberto Consoli - 23 Marzo 2026 alle 16:46

Come volevasi dimostrare, una buona fetta di chi ha votato No al referendum non lo ha fatto contro la qualità dei quesiti ma contro il governo Meloni. E’ Youtrend che a tambur battente ha sondato le ragioni che hanno guidato chi ha bocciato e chi ha promosso la riforma della giustizia. (mentre stiamo scrivendo le proiezioni danno il vantaggio del No). Ebbene secondo l’instant poll Youtrend per Sky TG24, tra chi ha votato Sì, le ragioni di merito dominano in modo netto. Il primo fattore citato è il sostegno alla separazione delle carriere nella magistratura (59%). Seguita dal sostegno alla divisione del Csm in due rami (35%) e all’istituzione di un’Alta Corte disciplinare (34%).

Tra chi ha votato Sì ha prevalso il merito della riforma: analisi Youtrend

Il sorteggio dei componenti del Csm  raccoglie il 30%. Segnali di carattere più politico — il desiderio generico di modificare la Costituzione (24%) e il voto di sostegno al Governo Meloni (18%) — si collocano in coda alla classifica.

Chi ha votato No alla riforma lo ha fatto in maniera meno “tecnica” e più orientata a conservare lo status quo. La motivazione principale è il desiderio di non modificare la Costituzione (61%): segnale di un orientamento conservativo-istituzionale più che di opposizione politica contingente, commenta Youtrend. Al secondo posto si colloca il desiderio di contrastare il sorteggio dei componenti del Csm (39%). Consistente la componente esplicitamente politica — dare un voto di opposizione al Governo Meloni — che si attesta al 31%, terzo posto. Oltre tre elettori su dieci sono stati mossi non da questioni inerenti al tema Giustizia. Quasi irrilevante la quota di chi ha seguito le indicazioni di partito (7%) o si è opposto alla separazione delle carriere per sé (4%).

Il 31 per cento dei No si è lasciato guidare dal furore antigovernativo

Complessivamente, il 69% degli elettori dichiara che sulla propria decisione di voto ha pesato di più “il giudizio nel merito della riforma”, contro il 28% che ha agito principalmente con la volontà di dare un segnale politico. Il 3% non sa. La componente di voto politico è tuttavia più marcata tra chi ha votato No: il 34% degli elettori del No riconosce di aver voluto dare un segnale politico, contro il 21% degli elettori del Sì. In caso di vittoria del No — che boccerebbe la riforma proposta dall’esecutivo — il 54% degli italiani ritiene che Giorgia Meloni dovrebbe continuare a guidare il governo (cosa che la stessa premier non ha mai messo in discussione). Solo il 26% chiede le dimissioni (il 20% non si esprime). La frattura politica è marcata: l’87% degli elettori del Sì ritiene che Meloni debba restare (solo il 7% vorrebbe le dimissioni), mentre tra gli elettori del No la quota scende al 37% — con il 47% favorevole alle dimissioni. Prima del voto, gli italiani erano spaccati sulle previsioni di esito: il 32% si aspettava la vittoria del Sì, il 30% quella del No, e ben il 38% non sapeva pronunciarsi.

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di Alberto Consoli - 23 Marzo 2026