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Resa dei conti nel Pd: Pina Picerno vs Elly Schlein

Resa dei conti

Volano gli stracci nel Pd, Picierno e l’ultimatum a Schlein: Elly dica se questa è ancora casa nostra o se dobbiamo andarcene

Politica - di Martino Della Costa - 20 Marzo 2026 alle 20:24

Ed eccoci qua: all’aria nel “campo largo” (o quel che ne resta) diventata ufficialmente irrespirabile. Non lo dicono solo gli avversari politici. Ma le voci più autorevoli che ancora resistono all’interno degli uffici del Nazareno. L’ultimo schiaffo alla gestione di Elly Schlein, allora, arriva da Napoli, dove Pina Picierno, vicepresidente del Parlamento Europeo, ha approfittato della vetrina del Feuromed 2026 per lanciare un ultimatum che sa di rottura imminente.

Sì, perché il quesito posto dalla Picierno non è una semplice sfumatura tattica. Ma un dubbio esistenziale che scuote le fondamenta di un partito nato come sintesi, e diventato, sotto la segreteria attuale, un monolite ideologico che emargina le sue stesse radici liberali e riformiste.

Volano gli stracci nel Pd: la Picierno alla resa dei conti. Ma Elly Schlein tace…

«Se mi sento a casa nel Pd? Il tema non è dove e come si sente Pina Picierno. Il tema è cosa è il Pd. Io credo che la domanda vada rivolta a chi in questo momento dirige il Partito democratico. È la domanda che ho rivolto io stessa alla segretaria nel corso della direzione. Ed è molto semplice: il Pd è ancora casa per i liberali, per i democratici, per i riformisti?

A questa domanda deve rispondere naturalmente la segretaria», esorta la vicepresidente del Parlamento europeo e esponente del Partito democratico, Pina Picierno, parlando con i giornalisti a margine del suo intervento alla terza e ultima giornata del Feuromed 2026, Festival Euromediterraneo dell’economia, ospitato dal Centro Congressi dell’Università Federico II di Napoli. Un contesto, ripreso e rilanciato da Italpress, in cui va ricordato che solo qualche giorno fa la Picierno, in un’intervista, aveva parlato di «aria irrespirabile» all’interno del Partito democratico.

«La segretaria dica se il Pd è ancora la casa per liberali, dem e riformisti»

«Quello che ho detto non era relativo al referendum», precisa la dem, che sul tema del voto per la giustizia è comunque schierata in contrapposizione con quella che è stata la linea generale dettata dal partito. «Quello che ho detto è relativo alla sensazione che non ho soltanto io, ma che ha percepito un pezzo della minoranza. C’è stato un dibattito nel corso dell’ultima direzione abbastanza serrato rispetto alla necessità di avere un partito plurale che possa essere casa per tutti, per tutte le culture politiche fondative del Partito democratico».

E ancora. «Perché il Pd nasce come sintesi di culture politiche diverse: quella popolare. Quella liberale. E quella ex comunista. L’impressione, però, è che ogni tanto le altre culture fondative vengano un po’ schiacciate, annichilite, e questo non va bene. Perché non è nello spirito e nell’idea del partito che abbiamo fondato»…

Picierno vs Schlein: la risposta appesa a un filo

E alla fine della fiera delle contrapposizioni, le parole della Picierno confermano il fallimento del progetto Schlein. Perché un Pd che, nel tentativo di inseguire il massimalismo dei Cinque Stelle, finisce per “annichilire” – citando la vicepresidente Ue – quelle culture popolari e democratiche che ne avevano permesso la nascita, la dice lunga. Pertanto, se persino un esponente di primo piano arriva a chiedere pubblicamente se il Nazareno sia ancora la “casa” dei riformisti, significa che addio e trasloco siano ormai imminenti.

Per la Schlein, a questo punto, la risposta sarebbe un obbligo. Ma il silenzio che regna tra le correnti dem suggerisce che la sentenza sia già stata scritta. In questo Pd, chi non si allinea al nuovo dogma, di fatto è destinato a vivere come un separato in casa. Oppure…

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di Martino Della Costa - 20 Marzo 2026