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Vergogna femminista, le attiviste di “Non una di meno” cacciano le donne iraniane dal corteo (video)

Troppo scomode

Vergogna femminista, le attiviste di “Non una di meno” cacciano le donne iraniane dal corteo (video)

Politica - di Sara De Vico - 9 Marzo 2026 alle 15:01

Alla marea fucsia, come l’ha definita Repubblica, delle transfemministe scese in piazza l’8 marzo non piacciono le donne iraniane perseguitate dal regime degli ayatollah. Le attiviste di “Non una di meno” in corteo hanno cacciato, insultandole, un gruppo di donne testimoni della resistenza alla dittatura di Teheran e vittime della durissima repressione. Le transfemministe hanno formato una catena umana per impedire l’ingresso nel corteo alle iraniane che volevano ricordare le tante vittime del regime islamico. Per loro non c’è spazio. Troppo scomode. Troppo imbarazzante per chi condanna l’intervento anti-iraniano di Usa e Israele, simboli dell’Occidente ‘cattivo’.

Transfemmiste cacciano dal corteo le donne iraniane

Agitano striscioni con scritto “Disarmiamo il patriarcato” o “Senza violenza è stupro”, intonano slogan contro il governo “tirannicida” ma poi mettono a tacere la voce di chi porta la testimonianza  del sanguinario regime islamico di Teheran. Quelle donne al contrario andavano abbracciate, sostenute, applaudite. Chi meglio di loro combatte per l’autodeterminazione della donna, della difesa del corpo, dell’anima, dell’integrità della donna quotidianamente minacciata, violata, stracciata dalla Repubblica islamica dell’Iran?

Un cordone di attiviste per escludere le donne vittime del regime iraniano

A raccontare la dinamica della cacciata dal corteo, come riporta il Giornale, è il presidente dell’Associazione Italia-Iran Mario Filippo Brambilla di Carpiano. “Durante la manifestazione, circa dieci-quindici cittadini iraniani erano presenti sul posto in modo completamente pacifica. Senza alcuna tensione o comportamento violento. Nello stesso momento, alcune associazioni – tra cui un gruppo di attiviste femministe – hanno formato una catena umana impedendo il loro ingresso nell’area”. Le “sentinelle democratiche” mettono il bavaglio:  vietato raccontare cosa succede in Iran.  Una ragazza iraniana lo urla a gran voce. “Ora parlate delle ragazze uccise nel raid israeliano/americano ma dove eravate quando ci uccidevano in piazza?”. Per le femministe che si stracciano le vesti per i diritti femminili negati dal patriarcato, che attaccano quotidianamente il governo Meloni, (la premier è una donna ma non fa nulla per le donne, il loro mantra) le donne che vivono sulla propria pelle i diktat del regime islamico valgono meno e non sono degne di solidarietà.

Pellegrino: il corto circuito delle femministe militanti

Durissimo il commento della senatrice Cinzia Pellegrino, responsabile di Fratelli d’Italia. “L’episodio dice molto sulla coerenza e sull’onestà intellettuale del movimento ‘Non Una di Meno’. La contraddizione che attraversa il femminismo militante appare sempre più evidente. Nelle piazze si proclamano diritti universali. Ma quando arrivano donne che denunciano un regime islamista che reprime, perseguita e uccide le donne, quelle stesse donne diventano improvvisamente ‘scomode’. È un paradosso che non può essere ignorato”.

Sono gli esempi più coraggiosi di lotta per la libertà

Le iraniane che si battono contro il velo obbligatorio – continua la senatrice – contro la repressione e contro le violenze dello Stato rappresentano “una delle lotte per la libertà femminile più coraggiose del nostro tempo. Eppure vengono respinte proprio da chi sostiene di parlare a nome delle donne. Il risultato è un evidente cortocircuito ideologico Dove è chiaro che la sinistra è più interessata alle proprie categorie politiche che alla libertà concreta delle donne. La verità è semplice. I diritti delle donne o sono universali, oppure cessano di essere diritti e diventano strumenti di propaganda. Quanto accaduto ieri lo dimostra con chiarezza”.

Sardone: altro che femminismo… vergogna!

Anche l’europarlamentare della Lega Silvia Sardone sui social condanna duramente l’episodio. “Durante il corteo delle femministe di “Non una di meno” cacciate le iraniane che volevano ricordare le donne perseguitate dal regime islamico. Altro che femminismo… VERGOGNA!

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di Sara De Vico - 9 Marzo 2026