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Un’altra notte di fuoco sul Medio Oriente. I Pasdaran rivendicano il «pieno controllo» dello Stretto di Hormuz

Il punto

Un’altra notte di fuoco sul Medio Oriente. I Pasdaran rivendicano il «pieno controllo» dello Stretto di Hormuz

Raid incrociati su tutta la regione. Nella serata di ieri Trump aveva annunciato la possibilità di scortare le petroliere. All'alba di oggi l'annuncio dei Guardiani della rivoluzione

Esteri - di Luciana Delli Colli - 4 Marzo 2026 alle 07:50

È stata un’altra notte di fuoco incrociato sul Medio Oriente, mentre i Pasdaran hanno annunciato di aver assunto il pieno controllo dello Stretto di Hormuz, punto di strozzatura chiave per il commercio mondiale di petrolio all’ingresso del Golfo Persico.

I Pasdaran: «Abbiamo il pieno controllo dello Stretto di Hormuz»

«Attualmente, lo Stretto di Hormuz è sotto il controllo totale della Marina della Repubblica Islamica», ha affermato, secondo quanto riportato dall’agenzia di stampa Fars, Mohammad Akbarzadeh, un alto funzionario delle forze navali dell’Irgc, il Corpo delle Guardie rivoluzionarie islamiche.

Trump: «Gli Usa pronti a scortare le petroliere se necessario»

Nella serata di ieri, Donald Trump aveva annunciato di aver dato ordine alla United States International Development Finance Corporation di fornire «assicurazioni e garanzie» per le navi che attraversano il Golfo, suggerendo che la Marina statunitense scorterà le petroliere attraverso lo Stretto di Hormuz «se necessario». «Con effetto immediato, ho ordinato alla United States Development Finance Corporation (Dfc) di fornire, a un prezzo molto ragionevole, un’assicurazione contro i rischi politici e garanzie per la sicurezza finanziaria di tutto il commercio marittimo, in particolare energetico, che attraversa il Golfo. Questo sarà disponibile per tutte le compagnie di navigazione», ha scritto il presidente Usa su Truth.

«Se necessario, la Marina degli Stati Uniti inizierà a scortare le petroliere attraverso lo Stretto di Hormuz il prima possibile. In ogni caso, gli Stati Uniti garantiranno il libero flusso di energia al mondo. La potenza economica e militare degli Stati Uniti è la più grande sulla terra. Altre azioni in arrivo», ha concluso.

Le preoccupazioni di Pechino per la sicurezza nello Stretto

Sempre nella giornata di ieri la Cina, attraverso il proprio ministero degli Esteri, ha esortato «tutte le parti a cessare immediatamente le operazioni militari, a evitare un’ulteriore escalation delle tensioni, a mantenere la sicurezza delle rotte di navigazione nello Stretto di Hormuz e a evitare ripercussioni più gravi sull’economia mondiale». «La sicurezza energetica è molto importante per l’economia mondiale e tutte le parti hanno la responsabilità di garantire un flusso stabile e regolare dell’approvvigionamento energetico», ha dichiarato la portavoce del ministero degli Esteri cinese, Mao Ning, nel corso del briefing quotidiano con la stampa.

Nuova notte di fuoco sul Medio Oriente

Tra la notte e l’alba, nuovi bombardamenti di Usa e Israele hanno colpito l’Iran, con attacchi a Teheran, Karaj, Qom e altre città. Di contro esplosioni sono state registrate all’alba anche a Gerusalemme, con l’Idf, l’esercito israeliano che ha riferito di lanci di missili ravvicinati nell’arco di un paio d’ore. Secondo quanto riferito da Al Jazeera, inoltre, un drone ha colpito il campo di supporto logistico dell’ambasciata americana nei pressi dell’aeroporto internazionale di Baghdad, in Iraq. La notizia arriva dopo che nella serata di ieri un drone aveva colpito un parcheggio del consolato americano a Dubai, provocando l’incendio di un edificio, e due droni erano andati a segno sulla sede della Cia presso l’ambasciata americana a Riad, in Arabia Saudita. In entrambi gli attacchi non sono stati registrati vittime o feriti.

In Kuwait una bambina di 11 anni è morta in Kuwait dopo essere stata colpita dalle schegge di un proiettile iraniano intercettato dalla contraerei. Le forze armate hanno neutralizzato e distrutto «obiettivi aerei ostili», ha fatto sapere il ministero della Difesa kuwaitiano. Le schegge si sono però abbattute su una zona residenziale, colpendo la bambina che è rimasta gravemente ferita ed è poi morta in ospedale. Nelle ore precedenti il Kuwait aveva riferito della morte di due membri delle forze armate e parlato di «decine di feriti», a causa degli attacchi condotti dall’Iran da sabato scorso. «Questi attacchi sono stati diretti indiscriminatamente verso aree civili, in una flagrante violazione della sovranità  e dello spazio aereo del Paese», ha sottolineato il ministero degli Esteri kuwaitiano in un comunicato stampa pubblicato sui social media.

Contestualmente proseguono anche i raid israeliani in Libano, dove all’alba sono stati colpiti un hotel nella periferia di Beirut e un edificio residenziale a Baalbek, nella parte orientale del Paese, con un bilancio riferito da Al Jazeera di «almeno sei morti e otto feriti».

 

 

 

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di Luciana Delli Colli - 4 Marzo 2026