Cambiare idea? Un classico...
Travaglio il volta-Giggino: prima Di Maio era “un gran lavoratore”, oggi (che non è più grillino) è inutile…
In un editoriale del 19 agosto 2021 (“È stato Di Maio”, Il Fatto Quotidiano), Travaglio scriveva che come ministro degli Esteri “c’è poco da ridire”: lo descrive come «un secchione che studia e lavora molto e impara presto», precisando che «tutti, nell’ambiente, ne parlano bene» e che non è «il baluba che si vorrebbe far credere». Erano i tempi del governo Draghi e l’allora ministro degli Esteri era entrato in quota M5S, quindi con la benedizione di Conte: quanto basta per renderlo oggetto di complimenti da parte di Travaglio. Poi lo strappo, l’addio di Di Maio al Movimento Cinque Stelle, e l’abiura da parte del direttore del “Fatto Quotidiano“. In questi giorni di guerra nel Medio Oriente, “Giggino” da Pomigliano, inviato della Ue in quelle zone, è finito nel mirino del quotidiano quasi “house organ” di Conte con articolo che si chiedeva che fine avesse fatto.
Travaglio e il cambio di parere su Luigi Di Maio
“Il 27 febbraio, Luigi Di Maio, Rappresentante speciale dell’Unione europea, era a Roma per un convegno in cui descriveva il Golfo Persico, la regione di sua competenza, come un hub di trasformazione strategica globale. Il giorno dopo, i caccia israeliani e americani colpivano siti militari e nucleari iraniani. In risposta i missili di Teheran cadevano […]”. Secondo Il Fatto l’unico «segnale di vita» dallo scoppio della guerra Di Maio lo avrebbe dato il 13 marzo, intervenendo in videoconferenza alla fiera LetExpo di Verona, dove ha parlato di de-escalation. Il quotidiano diretto da Marco Travaglio sostiene che pure i profili social dell rappresentante speciale Ue sono «muti». Ma oggi è lo stesso Di Maio a smentire tutto.
«Carissimo direttore, se il Fatto seguisse i miei social (che il vostro giornalista dice di aver esaminato senza trovare nulla), forse scoprirebbe che nelle ultime due settimane abbiamo organizzato ben due riunioni tra i Paesi del Golfo e Bruxelles (a livello ministri degli Esteri e leader) al fine di negoziare anche una dichiarazione congiunta finale che è stata pubblicata pochissimi giorni dopo l’attacco», scrive Di Maio in una lettera di replica a Marco Travaglio pubblicata oggi sul Fatto Quotidiano. «Io sono proprio qui, nei Paesi del Golfo, a incontrare i loro rappresentanti istituzionali (oggi Arabia Saudita). L’articolo sostiene una interessante teoria; siccome non faccio dichiarazioni alla stampa, non sto lavorando. Permettimi di sostenere che spesso è vero il contrario!».
La replica del “Fatto” è alquanto imbarazzata: “Il profilo Facebook di Luigi Di Maio, da 2,4 milioni di follower, è offline. Come quello su Tik Tok. Sul suo profilo X, con tanto di spunta blu, l’ultimo post è di maggio 2023. Sul suo account Instagram, a circa una settimana dall’attacco all’Iran, ha pubblicato un post in cui accusa Teheran degli attacchi ai Paesi del Golfo: 254 like. Non l’avevamo visto, ce ne scusiamo: eravamo distratti dalle foto fissate in cima al profilo. Una con Mario Draghi, una di auguri per la festa della mamma, la prima del battesimo del figlio. Il rappresentante speciale starà lavorando. Ha solo deciso di non comunicarlo”. Vabbè, schermaglie. Ma Travaglio che ne pensa?