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Iran, Usa e deliro della sinistra radicale

Sfregio rosso

Tra Iran e Usa la sinistra ha perso la bussola. Tutti in presidio: Potere al Popolo, anarchici e pro-Pal. FdI: vergogna

Delirio a sinistra con input radicale: tutti asserragliati contro Stati Uniti e Israele a difesa degli Ayatollah: pro-Hamas, centri sociali, No global e Carc in piazza a difesa regime di Teheran. Kelany: «Aspettiamo la condanna delle sinistre»

Politica - di Ginevra Sorrentino - 2 Marzo 2026 alle 14:56

Non c’è limite al peggio, soprattutto quando si parla di quella sinistra radicale che, pur di dar contro all’Occidente, finisce per trasformarsi nella claque dei regimi più oscurantisti. Le piazze italiane – con epicentro del raduno contestatario in Via Veneto, nei pressi e sotto l’ambasciata Usa a Roma – tornano a essere teatro di un vecchio e polveroso ideologismo anti-americano: una mobilitazione che, sotto le insegne del pacifismo di facciata, sceglie di schierarsi apertamente dalla parte sbagliata della strada e della storia.

Tra Iran e Usa la sinistra ha perso la bussola (e il senso dell’orientamento)…

Proprio così. E non a caso, l’appuntamento è fissato davanti all’Ambasciata degli Stati Uniti della capitale. Il titolo del presidio, anch’esso abbastanza obsoleto e prevedibile, recita un classico “Giù le mani dall’Iran”. Il titolo a un manifesto della cecità ideologica di chi definisce “imperialismo” la difesa della democrazia e “resistenza” la barbarie di Teheran o dei macellai di Hamas. Ma tant’è: da Rifondazione Comunista a Potere al Popolo, la galassia rosso-antagonista si ritrova unita nel difendere l’indifendibile, arrivando persino a piangere i leader del terrore. Paradosso? No: semplice demagogia strumentale a far passare i messaggi (ribaltati) che si vuole far passare…

“Giù le mani dall’Iran”: lo slogan ripetuto a loop in una serie di iniziative tutte da decifrare

E allora, nell’agenda della ribellione discutibile figura per oggi l’appuntamento col “presidio della vergogna”, in calendario per oggi alle 17 davanti all’Ambasciata degli Stati Uniti d’America di Via Veneto a Roma. Convocato dal Coordinamento di solidarietà col popolo palestinese «contro l’aggressione imperialista all’Iran». Pertanto, il parallelo sorge spontaneo: «Sia nella capitale, oppure nel capoluogo lombardo, non c’è differenza, i pro-Hamas e pro-Pal stanno sempre dalla parte sbagliata: ovvero quella dei criminali e terroristi».

De Corato: «Vergognoso presidio davanti l’ambasciata Usa»

E la domanda pure. A porsela, tra gli altri, Riccardo De Corato, deputato di Fratelli d’Italia e vicepresidente della commissione Affari costituzionali della Camera: «Chissà se nei vari appuntamenti, come avvenuto nella nostra città diverse volte, saranno presenti politici dell’area centrosinistra o la stessa segretaria dem, Elly Schlein». Quindi aggiunge: «A Milano, ogni week-end, e ne abbiamo purtroppo la triste conferma (soprattutto negli ultimi mesi, e fino a ieri) i manifestanti, tra cui ricordo ci sono puntualmente maranza, centri sociali, anarchici e No-global, passano in Via Venini sotto la sede dell’Associazione benefica di solidarietà del popolo palestinese e urlano la solidarietà al criminale Hannoun, ancora fortunatamente in carcere. Tutto ciò è a dir poco disgustoso in un Paese democratico quale è l’Italia».

Domani, invece, sempre a Roma e anche a Milano, i comunisti di Potere al Popolo saranno rispettivamente sotto l’ambasciata e il consolato americani delle rispettive città «contro l’aggressione imperialista in Iran». Spiegano, i compagni milanesi, di essere dalla «parte dei popoli contro le politiche criminali e guerrafondaie di Usa, Israele e Ue. E la complicità attiva del nostro governo e della nostra classe politica».

Kelany: «Carc in piazza a difesa regime iraniano. Aspettiamo la condanna delle sinistre»

Così, a rincarare opportunamente la dose delle recriminazioni e delle rilevazione dell’assurdo, è la deputata di FdI Sara Kelany, responsabile immigrazione di FdI. La quale punta il dito contro le derive eversive di chi, come il Carc, soffia sul fuoco della sommossa. E dichiara: «Il partito dei comitati di appoggio alla resistenza per il comunismo (Carc) scende in piazza contro gli Usa e i sionisti a difesa degli Ayatollah iraniani, perdendo un’altra occasione per tacere. Dopo la difesa dei terroristi di Hamas. Del sanguinario dittatore Maduro. Oggi insorge per difendere il regime iraniano che ha le mani sporche del sangue del proprio popolo».

E non è ancora tutto. «Approfitta dell’occasione per chiamare di nuovo alla mobilitazione le masse popolari per spazzare via con ogni mezzo il governo Meloni e “installare un governo espressione del movimento popolare”», aggiunge Kelany. Che poi conclude emblematicamente: «Questi deliri eversivi sono il terreno fertile delle sommosse che stanno mettendo a ferro e fuoco le nostre piazze, e in pericolo la sicurezza dei nostri cittadini. Aspettiamo, credo ancora una volta invano, la condanna netta delle sinistre parlamentari che purtroppo non trovano mai parole chiare di dissociazione».

Delirio a sinistra: Iran, Usa e il solito mantra di Rifondazione comunista

In effetti, non va dimenticato che ad aggiungersi al tutto c’è che anche ieri pomeriggio, nei pressi dell’Ambasciata Usa di Roma, si è palesata Rifondazione Comunista, con tanto di polverose bandiere con falce e martello per protestare contro «l’aggressione militare all’Iran». E contro «l’uccisione dell’ayatollah Khamenei». Come  che, a parere del segretario, Maurizio Acerbo, i terroristi sono «Israele e gli Stati Uniti». Perché, con buona pace della rivolta social che li ha svergognati a suon di sentenze sul web, siamo alle solite: con il cuore al caldo in cui Paese in cui la democrazia li ammette e li lascia esternare deliri verbali (e non solo), vogliono pure convincere gli iraniani su come sia meglio vivere sotto il regime degli ayatollah. Valutate voi…

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di Ginevra Sorrentino - 2 Marzo 2026