Guerra in Ucraina e avidità
Terremoto politico a Mosca, l’ex braccio destro di Putin lo smaschera su Telegram: “Va processato, è un criminale di guerra”
Un terremoto politico sta scuotendo la Russia di Vladimir Putin nelle ultime ore, anche grazie a uno dei suoi ex fedelissimi. Stiamo parlando di Ilya Remslo, avvocato e blogger russo, oltre che ex membro della Camera pubblica collegata al Cremlino, che su Telegram ha divulgato un messaggio diviso in sei punti per spiegare il motivo del suo mancato sostegno al presidente russo. Poco dopo la diffusione sull’app messaggistica gestita da Pavel Durov, ha iniziato a girare voce che l’account dell’ex braccio destro di Putin fosse stato hackerato, ma l’autore ha smentito ogni voce sull’accaduto.
Il ruolo di Remeslo nel governo di Mosca non va sottovalutato, visti i suoi precedenti: da avvocato ha denunciato attivisti, giornalisti ed oppositori politici, tra cui anche Alexei Navalny. Un’uscita del genere, soprattuto se eseguita da uno di quelli che ha sempre supportato i progetti del Cremlino, non può che creare un grave danno al tessuto stratificato di Putin e dei suoi oligarchi.
Terremoto politico in Russia, l’ex braccio destro di Putin lo smaschera su Telegram
Come scrive l’ex braccio destro nella prima parte, il suo supporto a Putin è dovuto al fatto che l’annessione della Crimea fosse avvenuta senza spargimento di sangue, ma l’attuale guerra in Ucraina ha provocato dagli 1 ai 2 milioni di morti. Quello che sembrava un unificatore delle terre di Mosca ha cambiato completamente forma: «Ecco invece a che cosa siamo arrivati oggi: assalti di carne, soldati reclutati con inganno e molto altro ancora, che vi può confermare chiunque sia stato lì». L’ex politico insiste sul fatto che ora la guerra si sta combattendo solo per i complessi del presidente russo, mentre i cittadini non guadagnano nulla, anzi perdono soltanto.
Un altro grave danno provocato alla Russia dalla guerra contro Kiev riguarda l’apparato economico. In questi ultimi 4 anni Mosca ha perso i propri partner commerciali, è stata seppellita dalle sanzioni e le sue infrastrutture sono andate distrutte. Ma a Putin e ai suoi oligarchi non sembra interessare più di tanto, visto che come precisa l’ex funzionario: «Se c’è qualcosa che si costruisce sono soprattutto i palazzi per il presidente e i suoi amici». Con tutti i trilioni persi a causa del conflitto si sarebbero potuti costruire «scuole, ospedali pediatrici e ricostruire completamente il settore dell’edilizia e dei servizi». Ma i problemi vengono da lontano, visto che in Russia decine di milioni di abitanti vivono nella povertà e ad alcuni di loro è stato sequestrato persino il bestiame, come accaduto ultimamente a Novibirsk.
La censura di internet e il mandato presidenziale troppo lungo
Nel terzo punto dei suoi messaggi, Remeslo ha spiegato che «internet mobile oggi non funziona più nemmeno nelle grandi città e tutti i social network e i servizi di messaggistica occidentali sono bloccati. Telegram è bloccato all’80%, dal 1° aprile ci sarà un blocco totale. Il regime è folle…perché soffocare Telegram, utilizzato dai combattenti dell’operazione speciale è una follia». E mentre la censura del web prosegue, «i cittadini vengono privati del diritto all’istruzione e alla sanità pubblica e costretti a utilizzare il messenger “Max” di Kirienko». Successivamente, l’ex braccio destro ha parlato di quando propose a Vladimir Putin lo sviluppo della rete in Russia: «Mi rispose che non avremmo seguito la strada della Cina e mentì. Putin stesso non usa Internet, il che oggi per un capo di Stato è vergognoso».
Poi ha aggiunto: «Putin sta per compiere 74 anni, ed è al potere dal 1999, ovvero da più di 26 anni e a quanto pare, ha intenzione di rimanere sul trono almeno fino a 150 anni. Si dice che, il potere assoluto corrompe in modo assoluto. E se fosse anche infinito? Anche una persona moralmente irreprensibile si corromperebbe in una situazione del genere». Ma per comprendere le ragioni del suo dissenso è bene fare un tuffo nel passato: «Putin non è stato sempre come è ora; fino al 2003 infatti era difficile trovare qualcosa da rimproverargli, per questo molti di noi lo sostenevano. Però ha un limite e ora abbiamo bisogno di un nuovo presidente».
Le guerre infinite e la mancanza di rispetto verso gli elettori
Ilya Remslo ha lanciato un’allarme fortissimo, collegando la sua denuncia al totale disinteresse che Vladimir Putin nutre nei confronti degli affari interni e verso il popolo: « Il Presidente è francamente disinteressato alla politica interna e ai problemi degli elettori. Non legge più i canali Telegram da tempo, non gliene importa più nulla dei nostri problemi quotidiani». Un altro dettaglio aberrante evidenziato nel messaggio è che il presidente russo«vuole guerre infinite (a cui però i suoi figli e i suoi parenti chiaramente non partecipano), non gli importa niente di Internet o stipendi dignitosi per i cittadini».
Il capo del Cremlino «ha paura di dibattiti e di elezioni oneste, perché allora diventerebbe subito chiaro che il re è nudo». Il quinto punto si chiude con una critica fortissima: «Vladimir Putin non è un presidente legittimo, deve dimettersi e va processato come criminale di guerra e ladro. Viva la libertà, dannazione!».
La cupidigia ha divorato Putin
Non può mancare all’appello la sesta e ultima ragione che accompagna un dissenso documentato come quello di Remeslo, che ha svelato il numero di proprietà di Putin e il senso di cupidigia che l’hanno divorato nel tempo: «Possiede realmente circa 20 residenze-palazzi di lusso in tutto il Paese, nonché diversi aerei e treni blindati. E poiché Putin è circondato da persone mediocri o corrotte, tutte queste informazioni finiscono nelle mani dei servizi segreti stranieri. Avevo già parlato delle élite mondiali odierne che, invece di cercar di passare alla storia per qualcosa di interessante, organizzano “l’isola di Epstein”. Ecco, penso che in Russia oggi la situazione sia simile. Aveva tutto: prezzi alti delle risorse energetiche, un Paese enorme e ricco di qualsiasi risorsa naturale e un popolo che lo sosteneva sinceramente».
E invece no, alla bontà d’animo ha preferito l’avarizia, prendendo «la tortuosa strada dell’arricchimento personale e dei suoi amici. Centinaia di miliardi di dollari buttati al vento. Pensateci bene, quanto sia primitivo: essere il presidente della Russia e sprecare se stessi e le risorse donate dal signore in questo modo». Il manifesto divulgato da Ilya Remeslo non è soltanto un atto d’accusa verso il potere incondizionato che scorre nei palazzi del Cremlino, ma anche l’ennesima prova che le fake news con cui la Russia ha costruito la propaganda anti-occidentale si sta sgretolando.