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Lotito

Le minacce al presidente

Tentarono la scalata alla Lazio, la Procura chiede di confermare in Appello le condanne

Dall'arrivo di Claudio Lotito finirono i privilegi per i gruppi organizzati che lo hanno sempre osteggiato

Sport - di Renato Sandri - 13 Marzo 2026 alle 16:11

Confermare le condanne nei confronti degli imputati nel processo sulla scalata della Lazio avvenuta a cominciare dal 2005. È quanto ha chiesto la procura generale all’udienza davanti ai giudici della seconda sezione penale della Corte d’Appello di Roma. In primo grado, nel gennaio 2015 erano state condannate 7 persone compresi i capi ultras degli Irriducibili accusati di tentata estorsione, fra cui Fabrizio Piscitelli, alias Diabolik, ucciso con un colpo di pistola alla testa il 7 agosto 2019 nel parco degli Acquedotti e per il quale oggi il pg ha sollecitato il non doversi procedere per morte del reo.

La richiesta del Pm

La sentenza di primo grado ha ricostruito compiutamente i fatti” ha detto oggi il rappresentante dell’accusa in aula. Il processo di primo grado si era chiuso dopo sei anni con 4 condanne nei confronti di altrettanti capi ultras della squadra biancoceleste e altre persone che avevano avuto un ruolo nel tentativo di acquisire il pacchetto azionario della Lazio. Per quanto riguarda gli ultrà il tribunale aveva condannato a 3 anni e 2 mesi di reclusione ciascuno Piscitelli e Yuri Alvitti e a 3 anni e 6 mesi a Fabrizio Toffolo e a 2 anni e 2 mesi Paolo Arcivieri. Fra gli altri imputati, erano stati condannati in primo grado Guidocarlo Di Cosimo a 4 anni e 2 mesi, Giuseppe Bellantonio a 2 anni e 2 mesi e a 1 anno e 6 mesi Fabrizio Di Marziantonio. Questi era segretario al tempo dei fatti della Polisportiva Lazio.

I risarcimenti alla Consob

Il tribunale aveva disposto inoltre l’obbligo di risarcire con 60mila euro la Consob per uno degli episodi contestati ed era stato riconosciuto il risarcimento anche per il patron della Lazio Claudio Lotito e per i suoi familiari oggetto di minacce e della Lazio da stabilire in separata sede. Nel processo era imputato anche lo storico attaccante della squadra degli anni ‘70 Giorgio Chinaglia, deceduto prima della sentenza di primo grado.

L’arrivo di Lotito e la fine dei privilegi

Secondo quanto emerso nel corso del processo, con l’arrivo di Lotito alla guida della Lazio vennero a mancare alcuni dei ‘vantaggi’ di cui godevano gli ultras biancazzurri tra cui biglietti e acquisto di coreografie e iniziarono ad arrivare minacce e intimidazioni al patron. A oltre vent’anni dai fatti contestati, la prescrizione è già scattata per la maggior parte degli imputati tranne che per Toffolo, Alviti e Di Cosimo. La sentenza del processo di Appello è prevista per l’8 maggio.

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di Renato Sandri - 13 Marzo 2026