Entro la fine del mese
Svolta vicina nel giallo di Pietracatella: madre e figlia morte dopo il Cenone di Natale, indagini verso la chiusura
Il caso di Pietracatella si avvia verso una svolta decisiva. Il 31 marzo scade il termine per il deposito delle perizie autoptiche su Antonella Di Ielsi e la figlia Sara Di Vita, decedute a poche ore di distanza l’una dall’altra tra il 27 e il 28 dicembre all’ospedale Cardarelli di Campobasso. Quello che inizialmente appariva come un tragico malore si è trasformato in un complesso “giallo” investigativo che vede cinque sanitari indagati per omicidio colposo, un atto dovuto per consentire lo svolgimento degli accertamenti tecnici.
Cenone di Natale killer: attesa la svolta dagli esami di laboratorio
L’indagine della Procura di Campobasso ruota attorno a un quesito fondamentale: cosa ha scatenato il rapido collasso organico delle due donne? Il lavoro degli inquirenti si concentra sull’incrocio tra dati clinici, esami tossicologici sui tessuti e analisi dei campioni alimentari prelevati dall’abitazione, tuttora sotto sequestro.
Sotto il profilo statistico e medico, il quadro presenta elementi peculiari. In episodi di decessi multipli familiari con sintomi gastrointestinali, la causa più frequente è una tossinfezione batterica severa (come Salmonella, Listeria o Escherichia coli). Tuttavia, la velocità del decorso e l’ipotesi di un’epatite fulminante spostano l’attenzione verso una tossina aggressiva o una contaminazione chimica accidentale.
Un dettaglio chiave risiede nella selettività del contagio: il fatto che un membro della famiglia sia rimasto illeso suggerisce che l’agente tossico non fosse distribuito uniformemente nel cibo o che vi sia stata una risposta immunitaria differente tra i commensali. Le analisi hanno già escluso le cause più comuni in ambito rurale, come il botulismo o l’avvelenamento da funghi (Amanita), restringendo il campo a ipotesi più rare o contaminazioni specifiche.
I prelievi biologici sono stati inviati anche a un laboratorio altamente specializzato in Svizzera. Da qui sono attese risposte considerate decisive per arrivare a una svolta nelle indagini. Una scelta che conferma quanto il caso sia complesso e delicato. Al momento, infatti, nulla consente di escludere alcuna pista.
Lo scorso 28 gennaio si è conclusa al Policlinico di Bari la seconda fase degli esami autoptici sugli organi delle vittime. Un ulteriore accertamento che si aggiunge all’autopsia già eseguita il 31 dicembre al Cardarelli. Solo l’incrocio dei dati clinici, degli esami di laboratorio e dei risultati autoptici – attesi entro la fine di marzo – potrà chiarire cosa abbia causato la morte di madre e figlia.
Le risposte attese per fine mese dovranno chiarire se la tragedia sia figlia di una fatalità biologica imprevedibile, di una contaminazione alimentare colposa o se vi siano state negligenze nel percorso di cura ospedaliero.