Rischiano pesanti sanzioni
Siti porno nel mirino della Ue: “Non hanno rispettato il divieto di accesso per i minorenni”
Tutte e quattro le piattaforme consentono ai minori di accedervi con un semplice clic che conferma di avere più di 18 anni
La Commissione europea ha riscontrato che i siti per adulti Pornhub, Stripchat, Xnxx e XVideos hanno violato la legge Ue sui servizi digitali (Digital Services Act, Dsa) per non aver protetto i minori dall’esposizione a contenuti pornografici sui loro servizi. I risultati preliminari dell’esecutivo Ue, risultato di un’indagine formale avviata a maggio 2025, indicano che tali siti “non hanno identificato e valutato con diligenza i rischi che le loro piattaforme pongono ai minori che accedono ai loro servizi”, oltre a non aver implementato misure efficaci per impedirgli l’accesso, come spiega un comunicato ufficiale.
I rilievi della Commissione
Anche nel caso in cui tali rischi sono stati identificati, evidenzia il testo, i siti in questione “non hanno condotto una valutazione approfondita, in quanto non hanno utilizzato metodologie oggettive ed esaurienti. Ad esempio, la valutazione ha enfatizzato in modo sproporzionato le preoccupazioni di natura aziendale, come il danno reputazionale, piuttosto che concentrarsi sui rischi sociali per i minori, come richiesto dal Dsa. Inoltre, i risultati mostrano che nelle loro valutazioni dei rischi Stripchat, XVideos e Xnxx hanno rappresentato in modo distorto o non hanno preso in considerazione gli incontri con organizzazioni della società civile specializzate nei diritti dei minori e negli strumenti di verifica dell’età”.
“Non è stato impedito l’accesso ai minori”
Secondo i risultati preliminari della Commissione, tutti e quattro i siti non hanno implementato misure efficaci per impedire ai minori di accedere ai loro servizi, venendo quindi meno alla tutela dei diritti e del benessere dei minori. “Nonostante nei loro Termini di Servizio dichiarino che i loro servizi sono riservati agli adulti, tutte e quattro le piattaforme consentono ai minori di accedervi con un semplice clic che conferma di avere più di 18 anni”. Tale “autodichiarazione” non è una misura efficace agli occhi dell’esecutivo europeo, che considera le ulteriori misure di mitigazione adottate da tali piattaforme, come la sfocatura delle pagine, gli avvisi sui contenuti e le etichette “riservato agli adulti”, inefficaci nell’impedire ai minori di accedere a contenuti dannosi.
Rischiano sanzioni pesanti
Se le valutazioni della Commissione saranno confermate definitivamente, quest’ultima potrà emettere una decisione di non conformità, che può comportare una sanzione proporzionata all’infrazione fino al 6% del fatturato annuo mondiale totale del fornitore. L’esecutivo Ue può anche imporre sanzioni periodiche per costringere una piattaforma ad adeguarsi.