Lunedì i Funerali
Scompare Gino Agnese, grande intellettuale italiano, biografo di Marinetti e Boccioni
Autore e saggista, ha lavorato al Secolo d'Italia dal 1960 al 1964. Presidente della Quadriennale di Roma e appassionato d'arte ha anticipato il dibattito sull'avvento dell'informatica nella società. Alla famiglia il cordoglio della nostra redazione
Scompare all’età di 90 anni Gino Agnese, saggista e giornalista, il più autorevole e importante biografo di Marinetti e Boccioni. È morto nella sua casa di Roma, dove viveva da oltre 60 anni, anche se era nato a Napoli il 10 marzo del 1936 e alla sua città natale è rimasto sempre profondamente legato. Si trasferì a Roma, nell’anno delle Olimpiadi del 1960 per lavorare proprio nella nostra testata, il Secolo d’Italia, come redattore, anche con compiti d’inviato speciale e di notista politico. E’ rimasto al Secolo per 4 anni. E’ stato anche inviato ed editorialista del Tempo, per oltre 30 anni e ha scritto e collaborato anche con altre importanti testate come Messaggero Veneto, Il Giornale, Il Resto del Carlino.
Il più autorevole biografo di Marinetti e Boccioni
Gino Agnese è stato un grande intellettuale italiano e nella sua vita si è appassionato d’arte moderna e contemporanea, soprattutto futurista. Proprio al futurismo è riuscito a legare il suo nome per le generazioni future: la sua conoscenza certosina di Filippo Tommaso Marinetti e di Umberto Boccioni lo hanno reso, infatti, il più importante biografo dei due poeti indimenticati. Nel 1990 scrisse ”Marinetti, una vita esplosiva”, la prima biografia completa del fondatore del Futurismo. Nel 1996 pubblicò ”Vita di Boccioni”, unica biografia dell’artista. In seguito scrisse ”Boccioni da vicino”, ”Marinetti Majakovskij” e qualche mese fa è uscito il suo ultimo saggio ”Il colbacco di Boccioni”.
Presidente della Quadriennale di Roma, ha lasciato il segno
Ha rivestito il ruolo di Presidente della “Quadriennale di Roma”, dal 2002 al 2011, spostando la sede dal palazzo delle Esposizioni di via Nazionale alla nuova e prestigiosa residenza di Villa Carpegna, dove trovano sistemazione la Biblioteca e l’Archivio storico e lasciando così una traccia indelebile nella storia della Fondazione. E’ stato in passato anche consigliere del Palazzo delle Esposizioni e delle Scuderie del Quirinale, dal 1998 al 2008.
Fondatore della rivista Mass Media
Nel 1982 fondò la rivista internazionale di studi sulla comunicazione ”Mass Media”, che uscì con cadenza bimestrale per tredici anni. Su Mass Media scrissero studiosi non soltanto italiani (Derrick de Kerckhove, Gianfranco Ravasi, Gillo Dorfles, Piero Buscaroli, John Eccles, Andrej Tarkovskij, Armand Mattelart, Luigi Accattoli, Renato Barilli, Guido Gili, Mario Costa, Roberto Grandi, Abraham Moles, Robert White e altri). La rivista fu argomento di tesi di laurea e dal 1992 fu abbellita dalle “copertine d’autore”, eseguite da celebri artisti: Alberto Burri, Antoni Tàpies, Bruno Munari, Kenneth Noland, Piero Dorazio, Giulio Turcato, Luigi Veronesi, Carla Accardi, Emil Schumacher e altri. Le opere vennero raccolte in una esposizione alla Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea di Roma.
Visione lungimirante, ha anticipato l’avvento di internet
Direttore della Cultura di Alleanza nazionale sotto la Presidenza di Gianfranco Fini, nel 1995 organizzò il convegno ”Bit & Polis” a Montecitorio: una visione antesignana di come l’informatica e la rete cambiavano la cultura e la politica. In quella occasione, quando ancora non c’era internet, dimostrò una visione a lungo raggio intuitiva e lungimirante. Agnese scrisse ”Parola di patriarca”, dieci interviste a personalità del Novecento, e tanti altri saggi, oltre a collaborare alla stesura di diversi volumi sul Futurismo, e sulla comunicazione di massa.
Tanti i riconoscimenti per Agnese
Fu insignito di molti riconoscimenti: il Premio della Cultura, Presidenza del Consiglio dei Ministri, nel 1987; Premio Tevere, nel 1990; Premio Castiglioncello, nel 1991; Premio “Il Pane”, nel 1993; Premio Hemingway, nel 1997; Premio Nazionale Rhegium Julii, nel 1997; Premio Procida per la Cultura, nel 1997. Nel 1988 Agnese fece parte della giuria del Premio Letterario Chianciano e dal 1989 fu in quella del Premio Letterario Basilicata.
I funerali lunedì a Roma. Condoglianze alla signora Rosanna
Gino Agnese verrà ricordato come uno degli intellettuali più importanti della storia contemporanea italiana, capace di fondere la professione giornalistica alla grande passione per l’arte, la storia e la conoscenza. I funerali si svolgeranno lunedì 30 alle 15 presso la Chiesa dei Santi Angeli Custodi, nel quartiere di Montesacro a Roma. Dalla redazione del Secolo d’Italia le più vive condoglianze e la vicinanza più sentita alla signora Rosanna, moglie di Gino e a suo fratello Vincenzo.