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Sanzionati cinque imprenditori russi vicini al Cremlino dall’Ue: avevano fatto ricorso ma senza successo

Sconfitta per Mosca

Sanzionati cinque imprenditori russi vicini al Cremlino dall’Ue: avevano fatto ricorso ma senza successo

Esteri - di Gabriele Caramelli - 26 Marzo 2026 alle 15:08

La Corte di giustizia dell’Ue ha confermato il congelamento dei fondi per cinque importanti uomini d’affari attivi in Russia, respingendo ogni ricorso presentato. Dall’inizio dell’invasione su larga scala dell’Ucraina, il Consiglio europeo ha adottato misure restrittive nei confronti dei businessmen attivi nei campi economici che fruttano grandi somme di denaro per il governo russo. Dmitry Alexandrovich Pumpyanskiy, Tigran Khudaverdyan, Viktor Filippovich Rashnikov, Dmitry Arkadievich Mazepin e German Khan, questi i nomi degli imprenditori sanzionati che hanno fatto ricorso al Tribunale dell’Ue, ma senza alcun successo. Poi, non contenti, hanno impugnato i provvedimenti davanti alla Corte di giustizia, che in una sentenza in cui erano contenute cinque cause, ha respinto tutte le richieste.

Cinque imprenditori russi sanzionati per i loro rapporti con il Cremlino…

La Corte europea ha specificato che i settori economici possono procurare al governo russo un cospicuo guadagno, ma non gli imprenditori che operano in quei campi. Per giunta, la nozione di “influenza” degli imprenditori deve essere compresa alla luce dell’area finanziaria in cui operano, a priori dal legame che li collega al Cremlino. Dunque, secondo la decisione dei giudici, l’importanza significativa di questi uomini per l’economia russa può favorire indirettamente il finanziamento di operazioni sovversive in Ucraina, collaborando al contempo per la conservazione della produttività degli ambiti economici in cui lavorano.

Rischi di destabilizzazioni in Ucraina…

La Corte ha sostenuto che esista un vincolo “oggettivo” tra i grandi imprenditori che compiono un’attività in settori economici lucrativi per la Russia e l’obiettivo di aumentare la pressione esercitata su Mosca e il costo delle azioni di indebolimento dell’Ucraina condotte dalla Russia. Infine, i magistrati hanno confermato che, per consentire una proporzione giusta delle misure restrittive, bisognava soltanto comprendere se non siano “manifestamente inidonee” a raggiungere l’obiettivo legittimo perseguito e se non eccedano manifestamente quanto è necessario per il raggiungimento dello scopo. Ebbene, i giudici di Lussemburgo hanno spiegato che, nel caso degli imprenditori russi, le misure adottate dal Consiglio europeo sono proporzionate. 

 

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di Gabriele Caramelli - 26 Marzo 2026