Solo Elly è in estasi...
Sanchez che disastri. Il “pacifinto” travolto da legnate elettorali, scandali e disoccupazione: parabola di un fallimento
Un idolo progressista in disarmo che solo il masochismo di certa sinistra ci chiede di imitare. Un po' come Macron: fallimentari in patria ma osannati in Italia
Solo Elly Schlein e la sinistra italiana possono andare in visibilio per l’eroe (mancato) del giorno: quel Pedro Sanchez, premier spagnolo di centrosinistra, che rimarrà famoso per la retromarcia sulla guerra in Iran. La stampa mainstream ne ha fatto “l’hombre vertical” capace di opporsi a Trump con un “no alla guerra” quanto mai fumoso: “L’uso delle basi che concede l’Italia – lo ha smascherato il ministro Crosetto- “è lo stesso di quello delle basi spagnole. Identico, perché il trattato è identico, è lo stesso uso che sta concedendo Sanchez. Quindi noi concederemo lo stesso uso di Sanchez, lui però è l’eroe…”. Un eroe di cartapesta. Il premier spagnolo ha poi inviato la fregata “Cristobal Colon” a Cipro e – altro imbarazzo- dalle due basi americane di Rota e Morón e continuavano a partire decine di aerei. Insomma, un “pacifinto”, ma per Elly è un eroe. Per la cronaca, un eroe di cartapesta. Con tanti guai che la metà bastano.
Le “legnate elettorali” elezioni in Aragona e in Estremadura
Sanchez ha un bisogno assoluto di dare segnali al suo elettorato socialista che lo sta abbandonando. Come Macron, è in preda a smanie di presenzialismo, intento a smarcarsi dal resto dell’Europa pensando di guadagnarsi l’applauso in un momento di basso indice di gradimento. Tra scandali, corruzione e dèbacle elettorali il governo spagnolo aggiunge uno stop alla sua crescita economica che ha toccato a gennaio livelli che non si conoscevano da tempo. Pertanto utilizza la politica estera in chiave acchiappa-consensi. Ma fin’ora gli è andata male. Andiamo con ordine.
In Aragona si è votato a febbraio e a dicembre 2025 in Estremadura. Furono due legnate regione del nordest della Spagna. Sono elezioni locali ma rilevanti anche a livello nazionale. Come ci si aspettava ha vinto il Partito Popolare (PP) di centrodestra, come era successo a dicembre in Extremadura. Furono due legnate in due regioni che chi conosce la realtà spagnola può paragonare alle nostre regioni rosse Toscana ed Emilia Romagna. In Aragona il PP ha ottenuto il 34,2 per cento dei voti, mentre il Partito Socialista ha ottenuto il 24,2 per cento, con un distacco di dieci punti percentuali. Con 18 seggi contro i 23 che aveva. Come ci si aspettava si è rafforzato il partito di destra Vox, che ha ottenuto 14 seggi, il doppio rispetto a quelli che aveva.
Quarto rimpasto di governo
Andando indietro di qualche mese, in Estremadura altri guai per i socialisti di Sanchez. Vox, il partito guidato da Santiago Abascal ha più che raddoppiato la propria rappresentanza passando da 5 a 11 seggi: diventando un attore centrale nei futuri equilibri politici della regione. La candidata del Partito popolare (Pp) spagnolo, Maria Guardiola, ha ottenuto una vittoria netta: con il 43,1 per cento dei voti e 29 seggi, superando nettamente i socialisti, tenuti a 4 punti percentuali di distanza.
Gli spagnoli votano centrodestra e il 2027 si avvicina
La sinistra italiana ci racconta la favola del modello Sanchez da imitare, ma gli spagnoli votano a destra. Il leader del Pp, Alberto Nunez Feijoo, ha fotografato in un “epitaffio” la parabola del premier spagnolo: “Lascerà una Spagna ferita e un Psoe morto”. “E’ un effetto domino che non si fermerà”, ha aggiunto Feijóo: “porteremo a termine il nostro compito con un cambio di governo in Spagna”. La situazione per Sanchez sta infatti precipitando. Siamo infatti al quarto rimpasto di governo per il primo ministro spagnolo. A sinistra piace tanto? Allora siano coerenti. Lo sanno che in Spagna vige la separazione delle carriere? Non era facile che la sinistra italiana facesse una figuraccia memorabile, eppure c’è riuscita inciampando proprio sulla Spagna. Per portare avanti la propaganda per il “No” al referendum ha coinvolto proprio l’inconsapevole Pedro, usato come testimonial dall’Arci di Roma: con un volantino che sta circolando sui suoi profili social che in poche righe riesce a far fare loro una figura di palta. La Spagna ha già in vigore una separazione delle carriere a differenza dell’Italia. In Spagna, infatti, dopo l’unico concorso esistono due percorsi di formazione separati e distinti: uno per diventare giudice e uno per diventare pubblico ministero. Ebbene, Elly e sinistra, virerete anche voi sul Sì al referendum?
Scandali e corruzione
C’è poi il capitolo scandali e corruzione che hanno colpito la sua cerchia familiare e politica. : il fratello, la moglie, l’ex primo ministro Zapatero (accusato di aver fatto affari con Maduro) fino ai suoi tre amici del cuore e vertici del Psoe: Koldo, Cerdan e Abalo tutti e tre in galera per tangenti. Le indagini sono ancora in corso ma la trama di corruzione appare devastante, con sempre maggiori richieste di dimissioni. Ed arriviamo ai “mezzucci” utilizzati per polarizzare lo scontro politico. E qui sta il “gemellaggio” con la sinistra italiana: il pericolo fascista in Spagna diventa il pericolo franchista. Nelle elezioni del 2023 i s sondaggi erano tutti sfavorevoli e Sanchez. Così impostò la campagna sul pericolo del ritorno fascista indicando in Vox il nuovo fascismo. Perse le elezioni, Pp e Vox non raggiunsero la maggioranza assoluta e il giocoliere Sanchez fece un accordo con tutti i partiti e partitini presenti in Parlamento, concedendo tutto a tutti: dagli estremisti di sinistra agli indipendenti catalani e baschi. Governa ma in realtà non riesce a far nulla perché ognuno di quei partiti chiede dazio e la maggioranza è sempre in bilico.
L’economia spagnola si è fermata
La Spagna va decisa verso il centrodestra, ma Sanchez resiste e ha dichiarato che si ricandiderà nel 2027. I dati economici non lo assistono, sono un disastro. Dopo una fiammata che ha portato in estasi la nostra sinistra, è arrivata la mazzata Eurostat sull’occupazione in Europa; che nel settembre scorso registrava per l’Italia appena il 6 per cento di disoccupati al luglio 2025; ma certificavano la crisi del governo socialista con la Spagna, fanalino di coda d’Europa: con oltre il 10,4% per cento di disoccupati contro il record positivo dell’Italia (6%), miglior dato dal 2007. Andando a gennaio di quest’anno vediamo altri segnali negativi per l’economia spagnola, considerata da qualche anno come una sorta di locomotiva europea della crescita.
Secondo i dati pubblicati dal Ministero del Lavoro e dell’Economia Sociale, a gennaio la disoccupazione registrata presso gli uffici pubblici per l’impiego è aumentata di 30.392 persone rispetto al mese precedente (+1,2%). Dopo l’aumento della disoccupazione all’inizio dell’anno, il più basso in un gennaio dal 2022, il numero totale di disoccupati si è attestato a 2.439.062 persone: il dato più basso in un gennaio degli ultimi 18 anni, ha sottolineato il Ministero. L’ammirazione della nostra sinistra per Sanchez ha un che di masochistico…