Corsa contro il tempo
“Rischi enormi da Artic Metagaz, può esplodere”: allarme di Mantovano sulla petroliera russa alla deriva nel Mediterraneo
La petroliera russa "Arctic Metagaz" alla deriva ha un carico di 900 tonnellate di gasolio e due serbatoi di gas liquefatto
“I rischi sono enormi, ci si trova di fronte a una bomba ambientale”. Lo dice a Radio 24 il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Alfredo Mantovano, parlando della petroliera russa Arctic Metagaz, alla deriva e carica di 900 tonnellate di gasolio e due serbatoi di gas liquefatto.
Mantovano: Arctic Metagaz è priva di equipaggio
“Questa imbarcazione è priva di equipaggio, non ci si può avvicinare, può esplodere da un momento all’altro. Se le autorità maltesi o l’Europa ce lo chiedessero saremmo pronti a intervenire nel giro di pochissimo. Condividiamo il monitoraggio con Malta in tempo reale”, spiega Mantovano.
La rotta della petroliera russa in tempo reale (link)
“Dopo l’incidente della nave russa l’equipaggio è stato recuperato, Malta ha stabilito un divieto di avvicinamento al di sotto dei 7 chilometri, perché la nave può esplodere da un momento all’altro. Oggi la nave si trova a in acque Sar maltesi, che impongono il soccorso diretto da parte dello Stato di riferimento. L’Italia ha messo a disposizione delle autorità maltesi i propri tecnici, imbarcazioni di vario tipo, anche quelle per il contenimento del danno ambientale. E se le autorità maltesi od europee ce lo chiedessero, siamo pronti a intervenire nel giro di pochissimo”.
Allarme del Canale di Sicilia: rischi di danni irreversibili sulla pesca
Antonella Ingianni, dirigente nazionale di Europa verde, sottolinea : “Il Canale di Sicilia è il cuore economico di migliaia di siciliani. Un eventuale sversamento di idrocarburi o un’esplosione provocherebbero danni a lungo termine alla catena alimentare e avrebbero effetti devastanti e irreversibili sulla pesca locale. La possibile contaminazione delle aree di ripopolamento distruggerebbe il valore commerciale del pescato siciliano, mettendo in ginocchio intere marinerie”.
Alla deriva nel Mediterraneo Arctic Metagaz
La situazione della Arctic Metagaz è destinata a diventare più complicata nei prossimi giorni con l’arrivo del maltempo sull’area e la probabile formazione di un vortice depressionario tra Malta e la Libia a partire da queste ore. La nave farebbe parte della cosiddetta “flotta ombra” russa, composta da petroliere obsolete utilizzate per trasportare petrolio e gas eludendo le restrizioni occidentali.
Il tanker russo, colpito da un attacco probabilmente ucraino all’inizio di marzo, trasporta 900 tonnellate di carburante e una quantità non nota di tonnellate di Gnl. Il Times of Malta scrive che La Valletta ha attivato un piano di emergenza.
Le autorità di Malta e dell’Italia stanno collaborando per affrontare la situazione. Domenica, riferisce su X il giornalista di Radio Radicale Sergio Scandura, una missione dell’Aeronautica Italiana decollato da Sigonella ha sorvolato l’area. “È probabile – scrive Scandura – che il relitto prosegua il suo scarrocciamento verso sud.
Il relitto del tanker è carico di petrolio e gas
Martedì e mercoledì un vortice depressionario andrà ad aumentare raffiche e altezza onda. Il relitto del tanker potrebbe o restare ‘inchiodato’ posizionandosi a metà tra Malta e l’ovest libico; oppure diventare nei prossimi giorni anche un problema libico: dipenderà dal comportamento di vento e mare nei giorni successivi. Tutto questo – aggiunge – con non poche incognite sulla tenuta dello scafo e dei serbatoi di gas che potrebbero essere oggetto di imprevedibili instabilità: eventuali problemi da precedenti compromissioni del relitto, così come eventuali sollecitazioni da moto ondoso tra beccheggi e imbardate per mareggiata, potrebbero cambiarne lo status di galleggiamento per come appare oggi nei monitoraggi di Aeronautica Italiana, Marina Italiana e Forze armate di Malta”.
I rimorchiatori maltesi, riporta ancora il Times of Malta, sono in stato di allerta “per impedire alla nave di entrare nelle acque territoriali maltesi”. “Nonostante la forte esplosione a bordo, la nave è ancora stabile ed è improbabile che affondi, almeno per il momento”, ha dichiarato al quotidiano una fonte. “Non è ancora stato stabilito – si legge ancora – dove potrà essere rimorchiata, ma stiamo cercando di individuare un luogo in profondità. Abbiamo a disposizione un servizio di rimorchio”.