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Referendum sulla Giustizia, c’è la benedizione dei Gesuiti: Sì (quasi esplicito) alla riforma Nordio
Dai Gesuiti arriva un Sì, tra le righe, al referendum costituzionale sulla giustizia che porterà gli italiani alle urne tra due settimane.
Sull’ultimo numero di Cività cattolica, la storica rivista dei gesuiti arriva un quasi esplicito Sì. ”La riforma dell’ordinamento giudiziario, approvata dal Parlamento italiano nell’ottobre 2025 e oggetto di referendum nella primavera del 2026, non è solo una questione per addetti ai lavori – premette la rivista dei gesuiti – Tocca uno dei punti centrali della democrazia: come viene amministrata la giustizia e chi garantisce che il processo sia davvero ‘giusto’’’.
Civiltà cattolica: la riforma non è anticostituzionale
Nell’ampio servizio, firmato da padre Giovanni Cucci e Michele Faioli, si sottolinea che il referendum, “segna un bivio tra due visioni diverse dello Stato: una che punta sulla netta separazione tra chi accusa (il pubblico ministero) e chi giudica, e l’altra che difende l’unità culturale della magistratura”.
L’articolo presenta e valuta i punti principali della riforma e spiega come, in caso di approvazione referendaria, la funzione di garanzia ”del Capo dello Stato assumerebbe una nuova e complessa centralità: dovrebbe agire come perno di sintesi anche in riferimento a e tra le istituzioni di nuova costituzione, assicurando che la distinzione delle carriere non comprometta la coesione del sistema costituzionale e l’efficienza complessiva dell’architettura giudiziaria”.
Se vincerà il Sì per Mattarella ci sarà una fase delicata da ben gestire
Dopo avere riassunto le ragioni di chi voterà ‘sì”- e di chi dirà ‘no’– i Gesuiti non mancano di evidenziare che l”se il referendum del 2026 dovesse segnare la vittoria del ‘Sì’, l’Italia entrerebbe in una fase di transizione istituzionale da ben gestire. Il passaggio da un unico CSM a tre organi distinti (due CSM e l’Alta Corte) richiederà una intensa fase di interim. Il Capo dello Stato, come Presidente di entrambi i nuovi CSM, dovrà agire affinché la separazione delle carriere non diventi una scissione della cultura giuridica”.
Per la rivista dei Gesuiti il Sì al referendum è leggibile tra le righe
Inoltre, “in sede di applicazione, il Quirinale sarà chiamato a garantire la terzietà dell’Alta Corte, nominando tre dei quindici membri. Il Presidente dovrà equilibrare le nomine parlamentari e i sorteggi togati per evitare che l’organo disciplinare diventi uno strumento di persecuzione o, al contrario, di corporativismo estremo”.
Insomma, per la rivista della Compagnia del Gesù, il Sì è leggibile tra le righe. Altro che riforma anti-costituzionale.