Giustizia da riformare
Referendum, c’è una “generazione Sì” che sfida la sinistra: studenti a confronto con Nordio all’Adriano
Le nuove generazioni saranno centrali nell’esito del voto referendario e il confronto passa anche da loro. È con questo spirito che il Comitato Nazionale “Sì Riforma” ha promosso ieri al Cinema Adriano di Roma il convegno “La generazione che dice Sì – Gli studenti a confronto con il Referendum”, un appuntamento pensato per portare il dibattito sulla riforma della giustizia fuori dai palazzi della politica e dentro il mondo degli studenti. La sala si è riempita di universitari arrivati per ascoltare, ma soprattutto per fare domande.
Referendum, c’è una “generazione che dice Sì” e si è riunita a Roma
Ragazzi come Lorenzo Carlino della Luiss Guido Carli, che ha aperto l’incontro, con un discorso appassionato: “Questa riforma non cambierà la vita di chi pontifica ogni sera nei salotti televisivi. Cambierà la nostra vita di futuri giuristi e di futuri cittadini. Le polemiche del momento passeranno. La Costituzione resterà. E saremo noi giovani a viverne le conseguenze. Non votiamo SÌ per fedeltà a una bandiera, o a un partito. Voteremo SÌ per amore del diritto e della Giustizia. Ci chiamano disinteressati. E invece siamo qui in centinaia: più informati, più attenti e più determinati di molti cattivi maestri da salotto televisivo”.
Il cuore di tutto è stato il confronto diretto tra i giovani e il Ministro della Giustizia, Carlo Nordio, che ha dialogato con gli studenti rispondendo ai loro interrogativi sui nodi della riforma e sul funzionamento del sistema giudiziario italiano. Ne è nato un dibattito vivo, a tratti serrato, in cui giuristi, professionisti e rappresentanti delle istituzioni hanno incrociato le domande di una generazione che vuole capire e partecipare. Sara Angelillo, dell’Università Roma Tre, ha chiesto al Guardasigilli: “Se dovesse vincere il Sì, e considerando che i tempi parlamentari sono spesso molto lunghi, cosa ne sarà delle leggi di attuazione? Ad esempio, con quale sistema verrebbero eletti i membri del CSM? Esiste un meccanismo per evitare un eventuale vuoto normativo?”. La risposta di Nordio è chiara: “Se la riforma dovesse passare, stiamo già lavorando con un team di giuristi per far entrare in vigore le leggi di attuazione il prima possibile. Spero che l’opposizione non rallenti i lavori parlamentari, impedendone l’entrata in vigore”. ù
È stato un confronto che ha mostrato quanto il tema della giustizia non sia distante dai giovani, ma anzi rappresenti uno dei terreni su cui si gioca il futuro del Paese. L’iniziativa ha voluto proprio questo: aprire uno spazio di dialogo diretto, libero e costruttivo, in cui gli studenti potessero confrontarsi senza filtri con chi ogni giorno opera all’interno del sistema giudiziario. La giornata si è aperta simbolicamente davanti al Palazzo della Corte di Cassazione. In Piazza Cavour, infatti, i ragazzi di Gioventù Nazionale hanno organizzato un flash mob per ribadire il loro convinto sostegno al Sì alla riforma della giustizia. Davanti al “Palazzaccio”, simbolo della giustizia italiana, hanno ricordato quanto il coinvolgimento delle nuove generazioni sia decisivo in una scelta che riguarda il futuro delle istituzioni e della democrazia del Paese.