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Psilocibina

La sperimentazione

Psilocibina contro la depressione resistente, arriva l’ok definitivo dall’Europa: Roma e Chieti in prima fila

Gli studi effettuati sono promettenti. Possibile fare sole dosi in un anno. L'Aifa scrupolosa nel verificare la sostanza

Cronaca - di Redazione - 6 Marzo 2026 alle 17:25

Per la prima volta nel nostro Paese parte un trial clinico sull’uso della psilocibina – la sostanza attiva dei “funghi magici” – che verrà provata nel trattamento della depressione resistente ai farmaci. Un passo storico, in un’iniziativa promossa dall’Istituto Superiore di Sanità, dal Dipartimento di Neuroscienze, Imaging e Scienze Cliniche (DNISC) e dalla Cattedra di Psichiatria dell’Università degli Studi “Gabriele d’Annunzio” di Chieti-Pescara.

L’ok dopo la verifica

Il trial sulla psilocibina doveva partire nell’estate scorsa ma poi l’Europa ha voluto, insieme all’Aifa, fare accertamenti per verificare che la sostanza usata fosse interamente scorporata dalla componente allucinogena utilizzata come stupefacente.

Roma avanguardia

Tra i centri scelti per la sperimentazione il dipartimento di salute mentale dell’Asl Roma 5 diretto da Giuseppe Nicolò, vice coordinatore del tavolo nazionale sulla salute mentale. Il dipartimento di Nicolò è all’avanguardia anche per il trattamento della depressione resistente con l’elettroterapia convulsiva. Il centro di Colleferro è stato scelto per il trial. 

Giuseppe Nicolò è autore del Manuale sui disturbi della personalità, diventato un bestseller settoriale, e i suoi lavori figurano nei primi 20 posti dei libri di psichiatria più letti su Amazon.

Come funziona la psilocibina

La psilocibina, sostanza estratta da alcuni funghi “magici”, agisce sui recettori della serotonina e sembra in grado di “resettare” o rimodulare le reti neurali associate all’umore e al pensiero. A differenza degli antidepressivi classici che richiedono settimane, gli effetti possono manifestarsi già dopo 8 giorni.  Studi internazionali indicano che i benefici possono durare fino a 6 mesi con una o poche somministrazioni. A differenza dei farmaci tradizionali assunti quotidianamente, la psilocibina viene somministrata in sessioni isolate.

Molti studi, come quello della Johns Hopkins University, prevedono due dosi a distanza di circa due settimane l’una dall’altra. Altre sperimentazioni testano l’efficacia di una singola dose elevata (es. 25 mg) per indurre una remissione rapida dei sintomi. Alcuni pazienti mantengono la remissione dei sintomi depressivi fino a un anno dopo il trattamento iniziale con sole due dosi. Mentre la terapia classica (es. SSRI) richiede un’assunzione costante per mantenere i livelli neurochimici, la psilocibina punta a innescare un cambiamento plastico nel cervello che rimane stabile nel tempo senza bisogno di dosi frequenti.

 

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di Redazione - 6 Marzo 2026