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Procaccini: “Green deal errore epocale. Meno ideologia e più pragmatismo sui temi ambientali”

Nuove prospettive in Ue

Procaccini: “Green deal errore epocale. Meno ideologia e più pragmatismo sui temi ambientali”

Il copresidente del gruppo dei Conservatori spiega che l'Ue sta modificando pezzo dopo pezzo il piano di azione della scorsa legislatura. E ricorda: il governo Meloni sta svolgendo un ruolo di spinta verso una reale revisione

Politica - di Redazione - 28 Marzo 2026 alle 09:13

Il Green deal «Nei fatti si è rivelato un errore epocale. Era stato concepito come un grande progetto di ingegneria economica e sociale più che come una politica ambientale equilibrata. Il punto è che non ha raggiunto nemmeno l’obiettivo principale: ridurre le emissioni globali di CO2. In Europa le emissioni sono calate, ma era una tendenza già in atto da vent’anni . Nel frattempo, a livello globale, le emissioni continuano a crescere e nel 2025 hanno toccato il record storico. Questo dimostra che interventi isolati su scala europea non bastano».

L’Ue lo sta smontando con i pacchetti ‘omnibus’

Nicola Procaccini, copresidente del gruppo dei Conservatori europei ed eurodeputato di FdI-ecr parla a Il Tempo del piano d’azione della Commissione Europea nella passata legislatura europea, su input soprattutto della sinistra, che oggi l’Ue sta modificando sostanzialmente. Per Procaccini gli effetti sulle emissioni non sono gli unici a essere deludenti: anche sul piano economico e sociale il «bilancio è pesante. Il Green Deal ha prodotto effetti distorsivi. Per questo, senza dirlo apertamente, l’Unione europea sta cercando di smontarlo pezzo per pezzo. Lo fa attraverso i cosiddetti pacchetti “omnibus”: formalmente semplificazioni, in realtà revisioni sostanziali».

La prova della revisione: stop ai motori endotermici dal 2035

Ad avvalorale la tesi di Procaccini, che in Europa è componente della Commissione Ambiente, ci sono i fatti: su tutti l’esempio dello stop ai motori endotermici dal 2035: «Quel divieto è stato parzialmente corretto introducendo il principio della neutralità tecnologica, con l’apertura ai biocarburanti. È un modo per dire: stiamo cambiando rotta, ma senza dichiararlo».

Ets caso emblematico: è diventato una tassa sulla produzione

Altro tema al centro del contendere, sempre in ambito ambientale è l’Ets che l’esponente di FdI-Ecr definisce «emblematico. Nato come strumento ambientale, si è trasformato in un meccanismo finanziario che grava sulle imprese europee. Di fatto è una tassa sulla produzione» che porta a «delocalizzazione e perdita di competitività, perché nel resto del mondo non esiste un sistema analogo».

Convergenza PPE-centrodestra con spinta del governo Meloni

Ed è forse alla luce di questi risultati che in Europa sui temi che riguardano l’ambiente si sta formando una nuova maggioranza politica che vede «una convergenza tra PPE e centrodestra. Il governo guidato da Giorgia Meloni sta svolgendo un ruolo di spinta verso una revisione più pragmatica» perché «Serve realismo e bisogna lasciare libertà a Stati e imprese di scegliere come raggiungere gli obiettivi, secondo neutralità tecnologica». Come col «rilancio dell’estrazione nazionale di gas . Dopo 25 anni di calo, nel 2025 si è registrata un’inversione di tendenza. Meno ideologia e più pragmatismo. È questa la direzione in cui l’Europa dovrà andare se vuole conciliare sostenibilità ambientale e tenuta economica» conclude Procaccini.

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di Redazione - 28 Marzo 2026