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Ragusa

Il Tribunale di Ragusa

Nuovo blitz delle toghe, annullato il fermo della Sea Eye 5 carica di migranti: Viminale condannato

Il tribunale civile dà ragione a una Ong che era stata fermata in Sicilia. I giudici decidono sulla sicurezza

Politica - di Stefania Davide - 14 Marzo 2026 alle 19:03

Il governo Meloni contrasta l’immigrazione clandestina ma i giudici sbloccano il fermo delle navi. E’ diventata un’abitudine consolidata e oggi dalla Sicilia arriva l’ennesima, contestata decisione.

Il caso di Ragusa

Il fermo della nave Sea Eye 5, bloccata per 20 giorni a Pozzallo, a partire dal 16 giugno del 2025, data del primo verbale di contestazione, è stato illegittimo. Lo ha deciso il Tribunale civile del capoluogo Ibleo che ha accolto il ricorso presentato dalla ong tedesca, annullando il provvedimento emesso il 19 giugno dello scorso anno dalla prefettura di Ragusa, il verbale e la multa contestati, e ha condannato il ministero dell’Interno al pagamento delle spese di lite, per complessivi 2.518 euro.

La sentenza

La sentenza, emessa dal giudice Rosanna Scollo, è confermata dall’avvocato Marco Comitini che con due colleghi, l’austriaco Ulrich Robert Stege e il genovese Dario Belluccio, hanno costituito il collegio di difesa della ong e del comandante spagnolo della nave. Al centro del provvedimento il salvataggio in mare libico di un gommone con 65 persone a bordo, alcuni dei quali feriti. La nave della ong tedesca ottiene come porto sicuro Taranto, ma il comandante Josep Lucchetti Lorente ritenendo grave la situazione, tanto da dovere richiede due evacuazioni mediche urgenti eseguite dalla Guardia costiera, decide che non può arrivare in Puglia e che non ha le competenze per decidere chi dei Migranti soccorsi può sopportare il lungo viaggio. Così la Sea Eye 5 ottiene l’autorizzazione a sbarcare a Pozzallo, dove la nave sarà sottoposta a fermo da parte della Prefettura di Ragusa.

“L’Ong si è comportata bene…”

Per il Tribunale civile di Ragusa, però, la condotta della nave della ong tedesca “risulta conforme alla normativa vigente, non essendosi arbitrariamente rifiutata di fornire informazioni o di osservare indicazioni, bensì essendosi essa limitata a rappresentare la situazione concreta”. Il Tribunale quindi ha ritenuto “ravvisabili delle ragioni sufficienti per l’accoglimento della proposta opposizione” e “annulla il provvedimento di fermo emesso dalla prefettura di Ragusa” e anche “il verbale e ogni altro atto eventualmente conseguente”. Il giudice, infine, “condanna il ministero dell’Interno – Ufficio del Governo Prefettura di Ragusa al pagamento delle spese di lite, in favore della parte opponente.

Se la politica sulla sicurezza la fanno i giudici

L ultimo caso di Ragusa conferma che i giudici decidono su temi come la sicurezza nazionale che spettano ad altri poteri  dello Stato. Anche quando le ong possono sbarcare tranquillamente in porti sicuri. E’ una storia vecchia. Che si ripete. Purtroppo.

 

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di Stefania Davide - 14 Marzo 2026