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Monaldi, il legale del piccolo Domenico: “Chiesto il risarcimento di 10 milioni per altri tre bimbi morti”

Batterio nosocomiale

Monaldi, il legale del piccolo Domenico: “Chiesto il risarcimento di 10 milioni per altri tre bimbi morti”

Cronaca - di Eugenio Battisti - 30 Marzo 2026 alle 18:54

Nuovi sviluppi sul fronte giudiziario che coinvolge l’ospedale Monaldi di Napoli. Sono pronte altre tre richieste di risarcimento all’ospedale dove il 21 febbraio è morto il piccolo Domenico Caliendo dopo il fallito trapianto di cuore del 23 dicembre scorso. Per una cifra complessiva di circa 10 milioni di euro. A dare la notizia all’Ansa, confermando voci smentite nei giorni scorsi, è l’avvocato Francesco Petruzzi, legale della famiglia Caliendo-Marcolino. Le richieste di ‘componimento bonario’ – spiega – “saranno formulate in relazione alla morte di altri tre bimbi verificatesi al Monaldi, uno dei quali sottoposto a trapianto di cuore, determinate da un’infezione da batterio nosocomiale”. La richiesta di 10 milioni di euro riguarda tre distinti casi e si aggiunge alle richieste (tre milioni) già formulate per la morte del piccolo Domenico.

Richieste di risarcimento al Monaldi per tre bambini morti

I tre bambini morti erano tutti pazienti del cardiochirurgo Guido Oppido, finito sotto inchiesta per il fallito trapianto di cuore sul piccolo Domenico. Uno dei tre aveva subito un trapianto, come Domenico: si tratta di una bimba, nata il 29 settembre 2020, trapiantata il 26 agosto 2021 e deceduta il 28 marzo 2023. Poi c’è un’altra neonata, morta il 24 aprile 2021, sottoposta a un intervento di cardiochirurgia. Era nata il 16 dicembre 2020 e aveva poco più di 4 mesi. L’ultimo bimbo, anche lui sottoposto a un intervento di cardiochirurgia, era nato il 6 settembre 2021 e deceduto il 23 agosto 2022, qualche giorno dopo essere stato trasferito in un’altra struttura ospedaliera.

Tre casi analoghi, nel mirino un batterio contratto in ospedale

Al centro delle nuove contestazioni ci sarebbe la presenza di un batterio nosocomiale, ovvero contratto all’interno della struttura sanitaria. “Si tratta di decessi causati da un’infezione contratta in ospedale», sostiene il legale, che parla di un quadro preoccupante e di responsabilità che dovranno essere accertate nelle sedi competenti. Le infezioni nosocomiali rappresentano uno dei rischi più gravi in ambito sanitario, soprattutto per pazienti fragili come i bambini. Secondo la difesa, si tratterebbe di vicende accomunate da elementi analoghi, su cui ora si attendono gli esiti degli accertamenti giudiziari. L’attenzione è rivolta in particolare alle procedure interne, ai protocolli di sicurezza e alla gestione del rischio infettivo all’interno della struttura.

Fico: “Aspettiamo l’esito dell’ispezione in corso”

Intanto il governatore della Campania, Roberto Fico, non esclude l’ipotesi che la Regione possa costituirsi parte civile. Incalzato sulle dimissioni dei vertici dell’ospedale napoletano, ha fatto sapere che c’è un’ispezione in corso. “Abbiamo attivato il potere ispettivo sanitario in riferimento a una legge regionale, e credo sia la prima volta. Ciò dà un potere molto più importante a chi sta facendo l’ispezione, e in base a quello che poi scriveranno faremo le nostre determinazioni”. Mentre prosegue l’indagine della magistratura che vede otto medici indagati per omicidio colposo, alcuni dei quali anche per falso, il 16 marzo scorso il governatore ha comunicato lo spostamento del centro trapianti dal Monaldi agli uffici della Regione. “Un atto doveroso. Siamo in attesa delle relazioni degli ispettori e in base a ciò che scriveranno ci regoleremo di conseguenza. Una delle possibilità è che la regione sia parte civile nell’eventuale processo”.

 

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di Eugenio Battisti - 30 Marzo 2026