Punto di svolta: i dati
Migranti, Piantedosi: sbarchi giù del 33% da inizio anno e rimpatri record. Il messaggio all’opposizione: basta ideologie sui Cpr
Migranti, «calano gli sbarchi e crescono i rimpatri»: la strategia del governo Meloni nel contrasto all’immigrazione clandestina non solo si sta concretizzando raggiungendo obiettivi e risultati, ma segna un punto di svolta. Durante il Question time alla Camera di ieri, il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi ha rivendicato con forza i risultati raggiunti, sottolineando come la linea della fermezza e della cooperazione internazionale stia dando i frutti sperati.
Migranti, Piantedosi alla Camera: «Calano gli sbarchi e crescono i rimpatri»
I dati presentati dal titolare del Viminale non lasciano spazio a interpretazioni: il flusso migratorio verso l’Italia è in netta contrazione. «Lo scorso anno gli arrivi sono calati del 37% rispetto al 2022, raggiungendo livelli inferiori anche a quelli del 2021. E in questi primi tre mesi del 2026 assistiamo a un’ulteriore importante diminuzione del 33%», ha spiegato Piantedosi. Aggiungendo che tali numeri sono la «testimonianza che politiche serie e strutturate di gestione dei flussi migratori rappresentano l’unica strada possibile quando ci si confronta con un fenomeno così complesso».
I riscontri nei numeri e la collaborazione internazionale
Fondamentale il lavoro di prevenzione: «Da Libia e Tunisia è stata impedito l’arrivo di oltre 255mila migranti sulle nostre coste. E da quegli stessi Paesi sono stati effettuati oltre 80mila rimpatri volontari assistiti, in collaborazione con Oim – ha sottolineato il numero uno del Viminale –. Quando ci siamo insediati la Costa d’Avorio era tra le prime nazioni di partenza dei migranti. Oggi questi numeri si sono praticamente azzerati grazie agli accordi stipulati con quel Paese. Siamo al lavoro per ottenere gli stessi risultati con Bangladesh, Pakistan ed Egitto».
I numeri nel dettaglio: arrivi in picchiata, la sfida dei rimpatri, il nodo Cpr
Il ministro ha poi evidenziato l’accelerazione sul fronte delle espulsioni, precisando che nel 2025 il totale è stato di 6.772, con un aumento del 52% rispetto all’insediamento del governo. «Dall’inizio di quest’anno i rimpatri complessivi sono quasi 2mila, in ulteriore crescita del 22% rispetto all’anno scorso. Il nostro obiettivo è raggiungere quota 10mila», ha annunciato Piantedosi. Commentando: «Mi fa piacere riscontrare anche esponenti dei gruppi politici che non sostengono questo governo, prendano finalmente atto della centralità dei rimpatri nella complessiva strategia di contrasto all’immigrazione irregolare»
Dati Eurostat non aggiornati: nel 2025 registrati 6.772 rimpatri (+52%), nel 2026 quasi 2000 (+22)
Infine, in merito alle discrepanze con i dati Eurostat (che non risultano aggiornati, come invece lo sono quelli del Viminale), il ministro ha chiarito che si tratta di ritardi di inserimento manuale delle questure, ora in fase di risoluzione. Puntualizzando: «Nel 2025 i rimpatri disposti dall’Italia sono stati 6.097, a cui si aggiungono 675 rimpatri volontari assistiti. Un totale di 6.772: vale a dire i circa settemila rimpatri a cui, semplificando, ho fatto più volte riferimento. Rimpatri che nel 2025 registrano un aumento del 52% rispetto all’anno in cui ci siamo insediati. Un trend in costante crescita con un incremento medio annuo nel triennio di circa il 12%. Dall’inizio di quest’anno i rimpatri complessivi sono quasi duemila, in ulteriore crescita del 22% rispetto all’anno scorso. Il nostro obiettivo è raggiungere quota 10mila», ha precisato il ministro dell’Interno rispondendo a un’interrogazione al Question time alla Camera.
Migranti, Piantedosi all’opposizione: «Auspico ampia condivisione sul potenziamento dei Cpr»
Non solo. Sul punto Piantedosi ha rivolto un appello alla collaborazione dell’opposizione per superare i pregiudizi sui Centri per i rimpatri: «Se i risultati sono oggetto di apprezzamento, auspico che ci sia più ampia condivisione anche rispetto al lavoro fatto da questo governo per potenziare i Centri per i rimpatri, strutture troppo spesso ideologicamente osteggiate». Ribadendo anche: «È una strategia su cui noi non abbiamo mai avuto incertezze e, anzi, abbiamo sempre sostenuto, giocando un ruolo fondamentale in Europa per l’ormai prossima approvazione del nuovo regolamento sui rimpatri. Una strategia che passa anche per il rafforzamento della cooperazione con i Paesi di origine e transito per impedire le partenze e agevolare il rientro dei migranti nella loro patria».
Dunque, la linea è tracciata: rafforzamento dei Cpr e cooperazione con i Paesi d’origine per impedire le partenze e «agevolare il rientro dei migranti nella loro patria». Il resto è accoglienza strutturata e più garanzie sul fronte di integrazione e sicurezza. Se non sono punti di svolta questi…