CERCA SUL SECOLO D'ITALIA

Meloni s’innamora di un quadro con Garibaldi, i Mille e il Tricolore. E lo ottiene dagli eredi di Berlinguer

New entry a Palazzo Chigi

Meloni s’innamora di un quadro con Garibaldi, i Mille e il Tricolore. E lo ottiene dagli eredi di Berlinguer

Politica - di Luca Maurelli - 25 Marzo 2026 alle 16:34

La Battaglia di Ponte dell’Ammiraglio di Renato Guttuso ricorda il sacrificio compiuto da tutti i popoli oppressi per liberare la loro terra. Un quadro sovranista, dunque? Non esageriamo. Sicuramente è un’opera di cui si è innamorata una sovranista, la premier italiana Giorgia Meloni, che come racconta Franco Bechis, su Open, è stata vittima di un vero e proprio colpo di fulmine nel corso di un incontro ufficiale alla Gnam di Roma. Da quella folgorazione ne è scaturita la richiesta di prestito, transitata però per gli eredi del grande leader del Pci Enrico Berlinguer, attraverso una fondazione a lui dedicata che detiene molti dei dipinti del pittore “comunista” Renato Guttuso.

La Meloni e il quadro di Guttuso finito a Palazzo Chigi

Oggi quel quadro, come aveva già svelato il Corriere della Sera, è esposto in una delle sale più importanti di Palazzo Chigi. Una battaglia epica, quella immortalata da Guttuso, con Giuseppe Garibaldi e i Mille impegnati in battaglia. Giuseppe Garibaldi guida un drappello di camicie rosse, avanza verso sinistra in sella ad un cavallo nero e veste la tradizionale camicia rossa. Dietro di lui sventola il tricolore italiano. Il condottiero porta un poncho messicano e alza la spada sguainata incitando i giovani all’attacco. Attualissimo, niente da dire, perfino se si pensa al quasi omonimo, Ringhio Gattuso, che domani sera deve provare a portare l’Italia ai Mondiali.

Bechis, direttore di Open, un po’ l’Indiana Jones delle carte parlamentari, ha scoperto che il quadro è stato chiesto in prestito agli avversari politici più agguerriti della destra, i comunisti, in quello che si potrebbe definire un compromesso storico-artistico nel segno del patriottismo.

“Nel contratto fra Palazzo Chigi e Age assicurazioni enti, che fornisce la polizza assicurativa del dipinto di Guttuso, si indica infatti che la proprietà dell’opera d’arte è dell’Associazione Enrico Berlinguer, una delle tante strutture (fondazioni ed associazioni) con cui quando nacque il Pd Ugo Sposetti separò e blindò il patrimonio artistico e archivistico dei Democratici di sinistra ereditato dal Pds che lo aveva ricevuto proprio dal Pd. Ed è proprio l’ex senatore Sposetti a presiedere l’Associazione Enrico Berlinguer che si è occupata di tutte le pratiche burocratiche per trasferire l’opera di Guttuso in comodato d’uso a Palazzo Chigi su richiesta della Meloni”, scrive Bechis.

Il colpo di fulmine nell’ottobre del 2025

La scintilla fra la premier e quel dipinto di Guttuso era scoccata durante il vertice internazionale contro il terrorismo “Processo di Aqaba” voluto dal re di Giordania che si era tenuto a Roma fra il 13 e il 15 ottobre scorso alla Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea (Gnam) di Roma copresieduto da re Abdullah II e dalla Meloni. Quel quadro di Guttuso, appena restaurato,  era stato prestato alla Gnam dalla Associazione Enrico Berlinguer e ora fa bella mostra di sé nelle stanze della premier di destra, alla faccia degli steccati ideologici e delle reciproche diffidenze. Del resto, la stessa premier aveva omaggiato l’ex leader del Pci con una visita alla mostra di Testaccio a lui dedicata, nel segno della storia condivisa, almeno in una direzione…

Non ci sono commenti, inizia una discussione

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

di Luca Maurelli - 25 Marzo 2026