Il leader di DSP
Marco Rizzo: “Voto Sì non per dare fiducia a Meloni, ma per difendere la Costituzione dopo anni di scempi”
L'ex parlamentare comunista attacchi i sostenitori del No, ricordando il green pass e altre restrizioni
Marco Rizzo, ex parlamentare comunista, e leader di Democrazia Sovrana e Popolare, lancia l’ultimo appello a favore del Si per il referendum di domenica e lunedi prossimi precisando che non voterà certo la fiducia al governo Meloni ma esprimerà il suo consenso a una riforma che ritiene giusta.
“Magistratura politicizzata e green pass non si dimenticano”
“Hanno urinato sulla Costituzione. Dalla sovranità al lavoro, dalla guerra al green pass e adesso, perché ci si occupa della parte politicizzata della magistratura, parlano di Costituzione? Non voterei certo la fiducia al governo Meloni, ma al Referendum voto Si”, scrive sui social il leader di Democrazia Sovrana e Popolare.
Le ragioni del Si di Marco Rizzo
“Sono stanco di vedere un capotreno lavoratore che viene ucciso a Bologna da un balordo che aveva già fatto reati senza essere stato messo in galera, di leggere di un ragazzino accoltellato a Milano da un altro balordo impunito, mentre un poliziotto che spara per difendere un altro suo commilitone becca tre anni. Questa non è giustizia”, aveva detto Rizzo nei mesi scorsi.
“Le periferie sono fuori controllo”
“Le periferie sono fuori controllo- aveva aggiunto l’ex parlamentare comunista- anche a causa della migrazione e della globalizzazione selvaggia, sono molto diverse da quelle che conoscevo da giovane e che ho descritto nella mia biografia, perché ritengo che il racconto sia un passo decisivo per realizzare consapevolezza politica dei cambiamenti e leggere la società odierna quasi completamente privata del rispetto dovuto alle persone”.
Non è un Si al governo
Da noi interpellato, Marco Rizzo ha sottolineato ancora che il suo “Si non è un Si al governo, perché non votiamo per le elezioni politiche, ma a una giustizia giusta, mentre chi oggi si straccia le vesti parlando di tutela della Costituzione l’ha più volte calpestata, partendo dal periodo delle restrizioni durante il Covid”.