L'intervento autorevole
Mantovano: “Referendum occasione unica, dopo il caso Palamara non è cambiato nulla”
Il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio ricorda la vicenda del Csm e la necessità di dare corpo alla riforma costituzionale. Poi zittisce Conte: "Confonde il referendum con le elezioni politiche"
Alfredo Mantovano mette di nuovo il punto sulla questione delle separazioni delle carriere, ricorda il caso Palamara e l’assenza di provvedimenti dopo quella vicenda, non mancando di sottolineare a Giuseppe Conte che non si vota per le elezioni politiche.
Le parole di Mantovano
“Tutti noi possiamo consultare il sito del Csm per renderci conto come il caso Palamara sia stato il caso di parafulmine, ma poi non è cambiato nulla nella sostanza mentre la riforma cambierà molto nella sostanza”. Lo ha detto il sottosegretario alla presidenza del consiglio Alfredo Mantovano, intervenuto alla manifestazione dell’Unione delle Camere penali e dal Comitato delle Camere penali per il Si’ in piazza Santi Apostoli a Roma.
“Certo la riforma non è la bacchetta magica – ha proseguito Mantovano– ma il palazzo si costruisce dalle fondamenta e queste sono le fondamenta di un cambiamento reale che permetteranno poi, nella legge di attuazione, di mostrare le ricadute nella vita quotidiana dell’amministrazione della giustizia, nel rapporto tra magistrati e avvocati e soprattutto per i cittadini”. “Cambierà molto nell’amministrazione quotidiana della giustizia perché oggi si realizza un mix perverso tra giudizio disciplinare, avanzamento nella carriera e iscrizione a una corrente”, ha continuato il sottosegretario.
“Nessuno lede l’autonomia della magistratura”
“Perché il magistrato quanto entra in udienza indossa una toga larga, lunga e nera? Perché quando va in udienza è la giustizia e la giustizia non ha colori non solo di abito, ma neanche ideologici nè politici. La declinazione in Costituzione della toga nera, lunga, larga è in due parole: autonomia e indipendenza della magistratura; queste due parole vengono confermate e rafforzate dalla riforma sulla quale i cittadini sono chiamati ad esprimersi”.
“Conte sbaglia completamente linea”
“Il Presidente Giuseppe Conte confonde il referendum del 22 e 23 marzo con le elezioni politiche previste nel 2027- ha aggiunto Mantovano. Nel rispetto degli elettori italiani, inclusi coloro che votano per il Movimento 5 Stelle, mi permetto di ricordare che il voto del prossimo fine settimana è tra chi vuole il cambiamento e la modernizzazione del sistema giudiziario italiano e chi si ostina a difendere la casta delle correnti, in danno della maggioranza dei magistrati: di quei magistrati che lavorano 12 ore al giorno, sette giorni su sette e che spesso sono sopravanzati in carriera da colleghi meno diligenti e meno competenti per il solo fatto di appartenere a una corrente“.
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