Alla Camera
Mafia, Bignami asfalta la sinistra: “Non prendiamo lezioni da chi andava a trovare Cospito e i boss”
Ci hanno provato, dai banchi dell’opposizione, a intimidire il centrodestra speculando sulle dimissioni del sottosegretario Delmastro, ma il capogruppo di FdI, Galeazzo Bignami, ha rispedito le accuse al mittente. Il pulpito della sinistra, sui temi della mafia, non è certo un piedistallo credibile, e quando l’esponente di destra li fa notare, a Montecitorio scoppia la rissa a distanza.
“Oggi festeggiamo la duecentesima richiesta di informativa urgente della presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, da parte delle opposizioni. Non mi sottraggo ai temi di merito toccati dai colleghi nei loro interventi – ha detto l’esponente di FdI in merito all’esito del referendum sulla riforma della giustizia -. Nel momento in cui gli italiani si esprimono, per noi è sempre una vittoria. Siamo orgogliosi di aver portato al voto un punto della nostra campagna elettorale, non accettiamo lezioni di democrazia. Non abbiamo paura del confronto con gli italiani“. Poi Bignami è passato al contrattacco: “Noi non abbiamo mai attaccato Giovanni Falcone, non accettiamo lezioni da chi è andato ad inchinarsi ai mafiosi passando davanti alle loro celle, mentre andava da Cospito. Ce lo dite o no che cosa andavate a fare lì? Prendevate indicazioni? Che fine ha fatto la sinistra di Pio la Torre e di Peppino Impastato?”.
Bignami replica alla sinistra: “Nessuna informativa della premier”
Il clima, a quel punto, si è scaldato. “Credo che la dialettica, in quest’Aula, possa arrivare a scontri verbali anche molto duri, ma lei presidente Rampelli, ha il dovere che questa dialettica non superi questi livelli”, ha affermato il deputato del Partito democratico, Federico Fornaro, che ha aggiunto: “Non è la prima volta che dai banchi della maggioranza ci si accusi di esserci inchinati ai mafiosi, con riferimento alla visita dei colleghi del Pd fatta nel pieno rispetto delle prerogative parlamentari. Lei, presidente Rampelli, deve stigmatizzare queste parole, c’è un limite a tutto”. Ma Bignami ha respinto punto su punto le accuse. “Oggi festeggiamo la duecentesima richiesta di informativa urgente della presidente del Consiglio e credo che già questo qualifichi le richieste”, ha detto, dichiarando di non aderire alla richiesta di informativa urgente in aula della presidente Meloni avanzata dalle opposizioni.