Lo Stato c'è
L’operazione “Libeccio” a Catanzaro: tre cosche smantellate e un’altra vittoria dello Stato
I carabinieri hanno eseguito 19 arresti nell'ambito di un'indagine fatta di strumenti tradizionali e high-tech. Delmastro: «Un colpo mortale alla ‘ndrangheta»
«Oggi lo Stato ha sferrato un colpo mortale alla ‘ndrangheta». Così il sottosegretario alla Giustizia, Andrea Delmastro, ha commentato la vasta operazione dei carabinieri, coordinata dalla Dda di Catanzaro, che ha portato a 19 arresti e allo smantellamento delle cosche Arena, Manfredi e Nicoscia. L’operazione «rappresenta l’ennesima, importante vittoria contro la mafia», ha aggiunto Delmastro, ringraziando le forze dell’ordine. «Con il governo Meloni – ha sottolineato il sottosegretario alla Giustizia – lo Stato c’è e non arretra di un millimetro nella lotta alla criminalità organizzata».
Delmastro: «Un colpo mortale alla ‘ndrangheta»
Oltre agli arresti, dei quali 18 in carcere e uno ai domiciliari, nell’ambito dell’operazione “Libeccio” sono state eseguite anche 19 perquisizioni tra le province di Crotone e diversi istituti penitenziari di varie province d’Italia. Le 19 persone arrestate, delle quali cinque già in carcere, sono indagate a vario titolo per i reati di associazione di tipo mafioso, estorsione, rapina impropria, accesso indebito ai dispositivi, idonei alla comunicazione, da parte dei detenuti e dei reati nella materia delle sostanze stupefacenti, anche in forma associativa, questi ultimi aggravati dal cosiddetto metodo o dalle finalità mafiose.
Colosimo: «Un plauso a inquirenti e carabinieri»
«L’operazione Libeccio rappresenta un importante risultato nella lotta alla ’ndrangheta attiva nel territorio crotonese. Un plauso agli inquirenti e all’Arma dei Carabinieri che hanno permesso di raggiungere questo successo investigativo. L’alta sicurezza e il regime di 41 bis sono da sempre e restano al centro dell’attenzione della Commissione parlamentare antimafia», ha commentato su X la presidente della Commissione Antimafia, Chiara Colosimo.
L’operazione “Libeccio” tra indagini tradizionali e high-tech
L’indagine si pone nel solco delle precedenti “Blizzard-Folgore” e “Black Flower”, già eseguite nei confronti di appartenenti alle cosche della ‘ndrangheta isolitane, sviluppata nell’arco di circa un anno e mezzo, dal gennaio del 2024 al luglio del 2025, attraverso attività di osservazione, pedinamento e controllo, intercettazioni telefoniche, ambientali e i captatori virus informatici, supportate dalle dichiarazioni di 11 collaboratori di giustizia.
Il ruolo di familiari e affilati
Le attività investigative hanno permesso di far luce sulle ulteriori dinamiche criminali del territorio, documentando la loro capacità di ricompattarsi, dopo i duri colpi subìti nel 2025 e all’inizio dell’anno in corso, mantenendo la loro operatività con le modalità già riscontrate nelle precedenti investigazioni, e i loro attuali organigrammi, nei quali sono inseriti i cosiddetti “veterani” e diverse “nuove leve” del panorama associativo locale, che hanno potuto avvalersi dei familiari o dei conviventi degli altri affiliati, già detenuti, poiché coinvolti nelle precedenti operazioni di polizia.
Dalla droga alle estorsioni: tutti gli affari delle ‘ndrine
Inoltre, è stato possibile ricostruire 5 episodi estorsivi, aggravati dal metodo mafioso, commessi ai danni di un famoso circo itinerante, presente a Isola di Capo Rizzuto per una decina di giorni, nel giugno del 2024, di un panificio e di un supermercato, affiliato a una notissima catena internazionale, nonché a un’impresa edile del luogo e a un’azienda della provincia di Messina, che forniva il nolo dei mezzi a freddo a una società della provincia di Salerno, attiva nel territorio isolitano nella progettazione e nella realizzazione degli impianti elettrici, alla quale sono stati danneggiati diversi veicoli, con un danno stimato in circa cinquecentomila euro.
Emersa anche l’esistenza di una “bacinella”, alla quale attingere per sostenere economicamente le famiglie dei detenuti e corrispondere le relative spese legali. I militari dell’Arma hanno potuto riscontrare, infine, l’approvvigionamento sia dell’hashish che dell’eroina, tramite i canali napoletani, di Reggio Calabria e albanesi, nella periferia milanese, documentato con il sequestro di 1,100 chili di eroina, eseguito dai carabinieri della Compagnia di Scandicci, in provincia di Firenze, l’8 ottobre 2024, e il conseguente smercio di tali sostanze nell’intera provincia di Crotone, soprattutto nei periodi estivi e delle feste sia natalizie che pasquali.