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Liberties contro il governo Meloni: dietro le giovani marmotte c’è Cuoredipietra Famerdoro

L'ong attacca il dl sicurezza

Liberties contro il governo Meloni: dietro le giovani marmotte c’è Cuoredipietra Famerdoro

L'organizzazione sostiene che l'Italia stia "erodendo in modo costante e intenzionale" lo stato di diritto perchè l'Esecutivo è contro i blocchi stradali ed è al fianco della Polizia. Chi finanzia l'Ong? La fondazione di Soros ovviamente...

Il commento - di Giovanna Ianniello - 30 Marzo 2026 alle 12:01

C’è anche Liberties nel meraviglioso mondo delle Ong, che ritengono di poter attribuire voti ai governi e agli Stati nazionali sui temi dei diritti, in virtù di una presunta competenza che si auto attribuiscono. Nel suo ultimo rapporto del 2026, di 800 pagine, l’organizzazione non governativa attacca l’Italia perché che “sta erodendo in modo costante e intenzionale” lo stato di diritto e la inserisce nella categoria dei “dismantlers” e dunque delle nazioni che starebbero attivamente indebolendo i principi dello stato di diritto.

Alla base il dl sicurezza contro i blocchi stradali

La conclusione di Civil Liberties Union for Europe (Liberties) è frutto della scelta del governo Meloni di aver approvato il decreto sicurezza, definito “altamente restrittivo”: secondo la Ong criminalizza i blocchi stradali e altre forme di dissenso, rafforzando al tempo stesso le garanzie per le forze di polizia.

Non solo: l’Italia ha anche deteriorato il pilastro dei “checks and balances” democratici, vale a dire la capacità di ong, società civile e organismi indipendenti di organizzarsi, contestare le decisioni dei governi e chiederne conto. Ma la nostra nazione non è sola: sempre secondo il documento di Liberties ad affiancarla ci sarebbero Bulgaria, Croazia, Slovacchia e soprattutto l’Ungheria di Viktor Orban, che “rimane una categoria a sé”.

Italia colpevole di intervenire contro chi blocca le strade

I governi di questi cinque Stati starebbero smantellando progressivamente le garanzie legate alla giustizia, alla lotta alla corruzione, alla libertà dei media e al sistema di contrappesi rappresentato dalla società civile. E questo perché, come detto, l’Italia decide di intervenire nei confronti di chi blocca le strade impedendo ai cittadini di andare al lavoro o di raggiungere un ospedale. E addirittura mette la Polizia nelle condizioni di fare il lavoro della Polizia.

Un affronto per chi ha gli occhi ingenui dei bambini

Un vero affronto inaccettabile per organizzazioni come Liberties che parlano di valori e diritti universali, come nemmeno i vertici delle più grandi religioni saprebbero fare. Aggregazioni che si mostrano al mondo attraverso volti giovani e appassionati, che campeggiano sui siti alla voce “chi siamo”. Uomini e donne che scrivono di rispetto, fratellanza e amicizia tra popoli come farebbe un idealista che per la prima volta si approccia al mondo con gli occhi ingenui di un bambino.

Dietro di loro Un Cuoredipietra Famedoro

In pratica dei boy scout. Ma dietro il finanziamento di queste “giovani marmotte” c’è un Rockerduck o un Cuoredipietra Famedoro – decisamente meno disinteressato. E nel caso di Libertas è sufficiente scorrere il sito per scoprire di chi si tratta.

Spunta il nome dei nomi: finanzia Soros

“Da dove arrivano i nostri finanziamenti?” si legge “Liberties è un’ONG molto giovane, registrata in Germania nel 2017. Dobbiamo dire grazie all’Open Society Initiative for Europe (OSIFE) per il sostegno che ci ha aiutati a partire. Al momento, oltre all’Open Society Foundation, tra i nostri finanziatori figurano Ford Foundation e Oak Foundation”.
Open Society Initiative for Europe: il progetto europeo della Open Society Foundations, la fondazione di George Soros istituita nel 1984. Il nome che si sostiene il giovane team che difende libertà e diritti è dunque quello tra i più conosciuti, vale a dire quello del finanziare Ungherese naturalizzato americano, che secondo i dati di Forbes, all’età di 95 anni può contare su un patrimonio di circa 7,5 miliardi di dollari.

Il filantropo che voleva far fallire l’Italia e che attaccava Meloni

Soros definito un “filantropo” dalla sinistra che per lui sarebbe disposta al litigio. Lo stesso Soros che il 16 settembre 1992 condusse una operazione contro la Banca d’Italia vendendo lire allo scoperto (con il suo fondo Quantum) contribuendo a causare una perdita valutaria di circa 48 miliardi di dollari.
George Soros, grande sostenitore dei democratici americani e che già nel 2020 attaccava Giorgia Meloni quando ancora era all’opposizione e la contestava, provando a condizionare in ragione di chissà quale autorevolezza il parere degli italiani.

Meloni lo ha osteggiato, la sinistra lo difende

Proprio Giorgia Meloni che lo ha sempre osteggiato e che non è mai rimasta in silenzio di fronte al suo ruolo di grande burattinaio, a suo dire, dell’immigrazione clandestina come strumento di destabilizzazione degli Stati. Meloni che ha attaccato Soros anche in tempi non sospetti, quando qualcuno le chiese conto delle interlocuzioni con Elog Musk: «Il problema è quando delle persone facoltose utilizzano risorse per finanziare partiti ed esponenti politici per condizionare le scelte politiche. Questo non lo fa Musk, questo lo fa Soros e quando è accaduto si è parlato di filantropi».

Alla faccia dei diritti

Giorgia Meloni, che oggi la ong Liberties, finanziata dalla fondazione di Soros attacca, giudica e annovera tra i nemici dei diritti umani e democratici. Con buona pace dei diritti umani e democratici.

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di Giovanna Ianniello - 30 Marzo 2026