Lo Stato c'è
Ladri di case, la pacchia è finita. Il Decreto Sicurezza fa liberare l’immobile dall’abusiva che sbatte il proprietario disabile in garage
Ladri di case, la beffa è finita. Sì, perché se per anni, in Italia, la proprietà privata è stata trattata come un optional e l’occupazione abusiva come un “disagio sociale” da tollerare tra le pieghe di una burocrazia infinita, ora la musica è cambiata. E intona note rassicuranti. La vicenda che arriva da Venezia – una storia di inaccettabile prepotenza che rischiava di virare nell’impunità più veemente – non è solo la cronaca di un abuso fortunatamente stroncato in itinere. Ma è anche la prova plastica di come le nuove norme del Governo Meloni stiano finalmente restituendo dignità alle vittime e certezza del diritto. Allora procediamo con ordine.
Ladri di case, la vicenda del disabile veneziano defraudato dalla amica “ospite”
Il protagonista protagonista di questo ennesimo dramma del furto delle case – che Libero in edicola oggi rilancia, e di cui si è occupato anche Mario Giordano in una puntata di Fuori dal coro – è un uomo di cinquant’anni, un disabile psichico che, in un gesto di generosità e in uno slancio dettato dalla solitudine, aveva aperto le porte di casa a un’amica. Peccato che quella che doveva essere una convivenza solidale si è trasformata quasi da subito in un incubo degno di un horror. L’ospite infatti, una donna quarantasettenne, ha letteralmente spodestato il legittimo proprietario, relegandolo a vivere per mesi in un garage umido, tra muffa e stenti, con una brandina e un secchio per i bisogni.
Così, mentre lei godeva del comfort dell’appartamento al piano superiore, il padrone di casa veniva trattato come un reietto, privato di ogni diritto. Una segregazione silenziosa, inflitta alla vittima per mesi, proprio nel cuore di una città civile.
La svolta del governo: tolleranza zero contro i “ladri di case”
Così, se fossimo rimasti fermi alle vecchie regole, come sottolinea il quotidiano citato, l’amministratore di sostegno dell’uomo avrebbe dovuto intraprendere un calvario civile lungo anni, sperando in una sentenza di sfratto che, anche una volta arrivata a danno ormai irreparabile, non si sa quale effetti e quali tempi avrebbe comportato. Sì, perché prima del decreto Sicurezza, sarebbe andata così. Oggi invece, grazie all’operato del governo, il copione è stato stravolto. Grazie soprattutto a due pilastri normativi voluti da questo esecutivo. 1) L’articolo 634-bis del Codice Penale: secondo cui il nuovo reato di occupazione arbitraria di domicilio altrui, oggi punisce i colpevoli con la reclusione fino a sette anni. Non più una “marachella” amministrativa, insomma. Ma un crimine grave.
E 2): l’articolo 321 del Codice di Procedura Penale, che permette la reintegrazione d’urgenza di un immobile quando è la prima casa. Niente più attese bibliche e annose e costose scartoffie: se l’appartamento è occupato, lo Stato interviene e restituisce le chiavi.
Stop ai ladri di case, lo Stato c’è: è la fine dell’impunità
A Venezia, dunque, lo Stato ha mostrato il suo volto più deciso. Ha fatto valere legge e diritti dei cittadini oltraggiati, umiliati, abbandonati sul fronte delle occupazioni che qualcuno, a sinistra, insiste persino a difendere e rivendicare in nome di una lotta sociale che lascia sul terreno solo vittime incomprese e colpevolizzate. Invece, in questo caso veneziano, che fa giurisprudenza e restituisce fiducia, nonostante i tentativi della donna di barricarsi in casa, le Forze dell’Ordine hanno sfondato la porta della burocrazia e dell’indifferenza. Poi, concretamente, hanno circondato l’edificio e liberato l’appartamento. Fondamentale è stata la procedibilità d’ufficio: quando la vittima è fragile o disabile, la legge non aspetta querele che potrebbero non arrivare mai per paura o incapacità: e lo Stato interviene agendo come scudo.
Pertanto al momento, mentre l’occupante dovrà ora rispondere delle sue azioni davanti alla giustizia – e la sua posizione, insieme a quella di un complice straniero, è al vaglio degli inquirenti – l’uomo è tornato a dormire nel suo letto caldo. È la vittoria del buon senso sulla sopraffazione. Il messaggio del governo è chiaro: la casa è sacra. E chi pensa di trasformare la fragilità altrui in un’occasione di sciacallaggio, troverà d’ora in poi una porta blindata dalla legge.