La Treccani celebra l’8 marzo con il “dizionario delle donne italiane”
L'Istituto della Enciclopedia Italiana pubblica il primo Dizionario biografico e tematico delle donne in Italia: 650 biografie di donne che hanno contribuito allo sviluppo dell'Italia in tutti i settori
L’Istituto della Enciclopedia Italiana Treccani pubblica domani il primo Dizionario biografico e tematico delle donne in Italia: 650 biografie di donne che hanno contribuito allo sviluppo del Paese in tutti i settori, dalla cultura, alla politica, dall’arte alla scienza e allo sport, dal Settecento a oggi Maria Montessori, la pedagogista italiana più famosa al mondo; Rita Levi-Montalcini, alla quale l’opera è dedicata, premio Nobel per le scoperte nel campo delle neuroscienze; Nilde Iotti, prima donna dell’Italia repubblicana eletta Presidente della Camera dei deputati; Maria Callas leggenda della lirica; Elena di Savoia, regina d’Italia lontana dai fasti della corona e vicina alla popolazione nelle fasi più drammatiche della storia nazionale; Margherita Sarfatti, giornalista e critica d’arte che determinò la politica culturale italiana tra le due guerre; Sibilla Aleramo, scrittrice che fece di una vicenda individuale l’emblema della condizione femminile; Silvana Mangano e Virna Lisi, dive per sempre. Sono solo alcune delle 650 donne raccontate nei tre volumi del Dizionario biografico e tematico delle donne in Italia, pubblicato a partire da domani dall’Istituto della Enciclopedia Italiana Treccani in occasione dell’8 marzo.
Donne indimenticabili
Un elenco di profili indimenticabili che non finirebbe mai e che l’opera racconta anche attraverso il forte legame con l’identità locale. E’ il caso di Anna Magnani e Monica Vitti, grandi attrici della romanità; Giuseppina Vinchi, la Signora del Piccolo Teatro di Milano; Titina de Filippo, regina del teatro napoletano; Margherita Hack, la grande astrofisica fiorentina; Grazia Deledda, unica donna italiana a meritare il Nobel per la letteratura e motivo di orgoglio per tutta la Sardegna; Elvira Sellerio, ”la Signora” della memoria siciliana, che seppe imporre la sua casa editrice all’attenzione del mercato nazionale, stampando orgogliosamente la parola Palermo dopo il nome dell’editore; Regina D’Antigny, nata a Lecce in un camerino teatrale e divenuta ”attrice di rango” grazie alla celeberrima interpretazione di Filumena Marturano; Bianca Guidetti Serra, torinese, militante in tribunale per i diritti delle donne o Giuseppina Amarelli, imprenditrice calabrese che portò la liquirizia di famiglia alla notorietà internazionale.
Giammattei: esigenza conoscitiva e morale
”Questo Dizionario – afferma Emma Giammattei, Direttrice scientifica dell’opera – nasce da un’esigenza insieme conoscitiva e morale, già emersa nella fase conclusiva del Dizionario biografico degli Italiani, quando divenne evidente, nei seminari dedicati alle questioni portanti, lo scarto strutturale che aveva segnato il rapporto tra maschile e femminile nel progetto originario. Non si tratta di colmare retroattivamente un’assenza né di integrare un canone già dato, ma di restituire visibilità a ciò che era rimasto a lungo fuori campo, facendo entrare pienamente il femminile nella dinamica storica”. Negli ultimi anni Treccani ha incrementato e ha fatto emergere l’attenzione verso le donne e i temi della parità di genere, monitorando le trasformazioni politiche, sociali e linguistiche in atto, così come gli ostacoli eretti contro di esse da vecchie e nuove resistenze. Dalle figure più note – come Rita Levi-Montalcini, che ha guidato l’Istituto dal 1993 al 1998 e alla quale l’opera è dedicata – a quelle meno conosciute, il Dizionario restituisce storie, saperi e responsabilità di donne che hanno contribuito ai processi di modernizzazione del nostro Paese.
Severina Parodi, accademica della prima ora dell’Accademia della Crusca; Fernanda Pivano, alla quale si deve la scoperta nel nostro Paese di alcuni tra i maggiori autori statunitensi del Novecento; Luisa Spagnoli, imprenditrice di talento che seppe innovare l’industria italiana tra la Prima guerra mondiale e la crisi degli anni Trenta; Giuliana Gramigna, protagonista del design italiano; Angela e Giuliana Giussani, le mamme di Diabolik; Elena Konig, la regina delle bambole; Giuni Russo, dalla vocalità inconfondibile; Franca Valeri, interprete ironica e sofisticata della scena teatrale e cinematografica come anche Tina Pica e Andreina Pagnani; Marisa Bellisario, manager di fama internazionale e prima donna italiana a dirigere un’impresa pubblica; la “voce d’angelo” di Renata Tebaldi, la straordinaria popolarità transnazionale e intergenerazionale di Raffaella Carrà; il talento e la tenacia di Maria Ilva Biolcati, in arte Milva, la grazia incorporea di Carla Fracci.
Forte emerge anche l’identità locale
Un elenco di profili indimenticabili che non finirebbe mai e che l’opera racconta anche attraverso il forte legame con l’identità locale. E’ il caso di Anna Magnani e Monica Vitti, grandi attrici della romanità; Giuseppina Vinchi, la Signora del Piccolo Teatro di Milano; Titina de Filippo, regina del teatro napoletano; Margherita Hack, la grande astrofisica fiorentina; Grazia Deledda, unica donna italiana a meritare il Nobel per la letteratura e motivo di orgoglio per tutta la Sardegna; Elvira Sellerio, “la Signora” della memoria siciliana, che seppe imporre la sua casa editrice all’attenzione del mercato nazionale, stampando orgogliosamente la parola Palermo dopo il nome dell’editore; Regina D’Antigny, nata a Lecce in un camerino teatrale e divenuta “attrice di rango” grazie alla celeberrima interpretazione di Filumena Marturano; Bianca Guidetti Serra, torinese, militante in tribunale per i diritti delle donne o Giuseppina Amarelli, imprenditrice calabrese che portò la liquirizia di famiglia alla notorietà internazionale.