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La sinistra specula sui “bambini del bosco”, ma accusa Meloni di farlo. Con un intollerabile benaltrismo

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La sinistra specula sui “bambini del bosco”, ma accusa Meloni di farlo. Con un intollerabile benaltrismo

Per la sinistra l'intervento con cui la premier si è chiesta dove sia l'interesse superiore dei minori nella decisione del Tribunale dell'Aquila di separare i figli dalla madre sarebbe una speculazione in chiave referendaria. Esattamente quello che stanno facendo loro. Giocandosi di nuovo anche la carta della mostrificazione

Politica - di Annamaria Gravino - 7 Marzo 2026 alle 15:35

L’opposizione usa la carta del benaltrismo per sbraitare contro l’intervento di Giorgia Meloni sugli ultimi risvolti del caso della “famiglia nel bosco”, ovvero la decisione del Tribunale dei minori dell’Aquila di separare i figli dalla madre, infliggendo un ulteriore, pesante trauma a quei bambini il cui superiore interesse dovrebbe essere al centro dell’azione di tutti i soggetti istituzionali che se ne stanno occupando. Ma come, è il refrain, c’è la guerra e la premier pensa ai bambini del bosco? C’è il caro bollette e pensa ai bambini del bosco? Ci sono i salari bassi (davvero, lo ha detto Debora Serracchiani) e pensa ai bambini del bosco? Ognuna di queste recriminazioni è accompagnata poi dalla notazione secondo cui l’intervento della premier sarebbe stato dettato dalla volontà di attaccare i giudici in vista del referendum: pura propaganda, è la tesi della sinistra che fa venire in mente quel vecchio detto per cui “la malizia è negli occhi di chi guarda”.

Il benaltrismo della sinistra sui “bambini del bosco”

Tutto questo benaltrismo, quest’idea che chi guida il Paese non possa farsi interprete di un sentimento diffuso di fronte a una vicenda che lascia basiti dall’inizio a quest’ultimo passaggio continuano a raccontare di forze d’opposizione che davvero non sanno a che appellarsi per andare all’attacco della premier e, loro sì, per spingere una campagna sul referendum che hanno caricato del significato politico di occasione irripetibile per dare una spallata al governo.

«La guerra incendia il mondo. Il timore è che il conflitto si allarghi ancora. Tutti i leader parlano e si occupano di questo. Giorgia Meloni? No, per lei la priorità è la famiglia nel bosco con attacco ai giudici in vista del referendum», ha scritto sui social la deputata Pd Anna Ascani. «Le parole della presidente del Consiglio sulla vicenda della cosiddetta “famiglia nel bosco” sono l’ennesimo attacco alla magistratura, oggi a quella minorile, piegato alla propaganda e alla campagna per il referendum sulla giustizia», ha detto la responsabile giustizia dem, Debora Serracchiani, citando guerra, bollette e salari come argomenti che avrebbero dovuto suggerire alla premier di tacere sul caso.

Serracchiani ritira fuori la carta della mostrificazione

Ma Serracchiani ha fatto di più: non le è bastato il benaltrismo, ha voluto giocare di nuovo, apertamente, la carta mostrificazione della premier. «Meloni specula sulla pelle dei minori», ha detto l’esponente dem, riprovando ad appiccicare addosso alla presidente del Consiglio l’etichetta di donna così cinica da sacrificare idealmente i bambini per i propri scopi, così come avevano fatto per esempio per l’impegno contro l’utero in affitto o per la guerra a Gaza. Riccardo Magi di +Europa ha bollato l’intervento della premier come «una gravissima ingerenza che sa di intimidazione» e ancora una dem, la senatrice Sandra Zampa, come un modo per «lucrarci politicamente». Anche loro, naturalmente, facendo riferimento al referendum.

La manifestazione indipendente per i bimbi Trevallion

Intanto mentre la sinistra fa l’hula hoop tra Medio Oriente e buste paga, rimanendo sempre rigorosamente concentrata sul proprio ombelico, a Chieti neorurali, cittadini e il Comitato difesa minori si sono dati appuntamento nel pomeriggio per una fiaccolata indipendente in segno di vicinanza alla famiglia Trevallion e contro la decisione dei giudici minorili dell’Aquila. «L’istituto della tutela del minore non può fondarsi sulla disgregazione della famiglia e necessita urgentemente di una riforma, di un cambio di paradigma, la burocrazia non deve surrogare il diritto, mentre oramai è chiaro un accanimento “terapeutico” nei confronti della famiglia Trevallion, una azione monitoria sulla pelle di questa famiglia», ha detto intervistato dall’agenzia di stampa LaPresse, Nico Liberati, coordinatore di #DifesaMinori, associazione in prima linea per i diritti dell’infanzia.

La domanda che si fanno tutti: è questo il superiore interesse dei minori?

Sostanzialmente né più né meno di quello che è stato detto dalle voci del centrodestra che si sono levate in queste ore e che – non servono sondaggi per capirlo – pensa la maggior parte degli italiani. Con o senza incarichi politici. «Da madre prima di tutto mi chiedo: ma un giudice non ha il compito di salvaguardare la famiglia e conservare la genitorialità? Un giudice non ha la responsabilità di aiutare a ricomporre il nucleo familiare, anche individuando correttivi? Mi sembra davvero un film dell’orrore, a scapito di tre poveri innocenti che sono stati staccati violentemente prima dal padre, ora anche dalla madre», ha detto la senatrice di FdI Domenica Spinelli, augurandosi che «il Tribunale possa avere un ripensamento».

Si tratta delle stesse domande che si è posta anche Simonetta Matone, oggi deputata della Lega e ieri sostituto procuratore presso il Tribunale dei minori di Roma. «Mi domando qual è il superiore interesse dei minori? Come viene tutelato? Quali sono gli elementi che rendono questo strappo così necessario?», ha detto, augurandosi che gli avvocati della famiglia abbiano già impugnato il provvedimento e avvertendo sul fatto che quanto accaduto al Tribunale dell’Aquila – che avrebbe motivato la decisione con il fatto che “la persistente presenza della madre è pregiudizievole per l’equilibrio emotivo e l’educazione dei minori, servono contatti a distanza e incontri sorvegliati” – rischia di rappresentare «un precedente assai grave che mina alle fondamenta il rapporto genitori/figli».

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