Come 54 anni fa
La Luna si tinge di tricolore: riparte una missione con il progetto italiano di una “casa per astronauti”
Al Kennedy Space Center di Cape Canaveral (Florida) è partito il conto alla rovescia per il lancio della missione “Artemis II” diretta all’orbita lunare, previsto alle 18,14 ora locale del primo aprile (le 00,24 del 2 aprile ora italiana). Il via è stato dato dal Centro di controllo lanci ‘Rocco Petrone’, dedicato all’ingegnere di origine italiana direttore del programma Apollo. “Tutto sta procedendo secondo i programmi, ha detto Amit Kshatriya, amministratore associato della Nas. Nella missione sulla Luna c’è anche un progetto italiano.
Missione Luna, 54 anni dopo con un po’ d’Italia
Cinquantaquattro anni dopo, l’umanità dunque si riaffaccia sulla Luna: nella notte fra mercoledì e giovedì Artemis II sarà la prima missione con equipaggio a uscire dall’orbita terrestre dall’ormai lontano 1972, quando l’Apollo 17 comandato da Gene Cernan mise fine -all’esplorazione lunare. Per l’allunaggio vero e proprio occorrerà attendere la missione Artemis IV, in programma nel 2028: quella che parte oggi si limiterà ad effettuare una traiettoria di rientro libero attorno alla Luna, esattamente come – in una situazione di emergenza – dovette fare l’Apollo 13. Nella missione di oggi e in quelle future c’è tanta Italia, sia dal punto di vista tecnologico che umano.
Un astronauta italiano camminerà sulla Luna, prevede l’accordo firmato oggi a Washington dal ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso, con delega allo spazio, e dall’amministratore capo della Nasa Jared Isaacman. Lo scrive in un post su X il presidente dell’Agenzia Spaziale Italia, Teodoro Valente. “Una lunga cooperazione spaziale, oggi ancor più profonda tra Nasa e Asi – scrive Valente – porterà a realizzare un campo base sulla Luna e un astronauta italiano a camminare sulla superficie lunare”. Grazie all’accordo, infatti, il modulo abitativo italiano per la Luna Mph diventa parte integrante del programma Artemis. Una vera e propria “casa degli astronauti” targata Italia.
In missione istituzionale di due giorni a Washington il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, ha incontrato l’amministratore della National Aeronautics and Space Administration, Jared Isaacman, presso il quartier generale della Nasa. All’incontro ha preso parte anche il presidente dell’Agenzia Spaziale Italiana, Teodoro Valente.« Siamo particolarmente soddisfatti per il riconoscimento dato alle imprese italiane che realizzeranno il primo modulo abitativo della stazione spaziale permanente sulla Luna», ha sottolineato Urso, spiegando che il colloquio è stato finalizzato a consolidare e rafforzare la cooperazione nel settore spaziale, nell’ambito di una collaborazione bilaterale che dura da oltre sessant’anni. il ministro, evidenziando come l’Italia sarà tra i protagonisti della nuova fase di esplorazione e presenza stabile sul satellite.
Un progetto su scala decennale
Il progetto del modulo abitativo dovrebbe concretizzarsi entro sette-dieci anni e che vedrà coinvolto il distretto industriale di Torino, grazie alle sue competenze nella realizzazione di moduli abitativi in grado di garantire sicurezza e operatività agli astronauti. «La cooperazione con la Nasa ci consentirà di portare presto anche un astronauta italiano sulla Luna, in un modulo costruito in Italia, che è una grande potenza tecnologica e protagonista nella storia dello spazio». Parallelamente, il ministro ha evidenziato come l’Italia abbia creato «un contesto favorevole agli investimenti» nei settori chiave dell’innovazione, come intelligenza artificiale, meccanica quantistica e data center. In questo quadro, la posizione geografica della Penisola rappresenta un asset strategico: «L’Italia è al centro dei cavi a fibra ottica che collegano Europa, Nord America, Africa e Asia. Gran parte di questi approda proprio nel nostro Paese», ha spiegato, sottolineando il ruolo centrale nella gestione dei flussi globali di dati e informazioni.
Il ruolo dell’Italia nelle missioni
L’Italia contribuisce in modo significativo attraverso l’Agenzia Spaziale Italiana (ASI) e aziende come Thales Alenia Space e Leonardo. L’Italia fornisce componenti chiave del Modulo di Servizio Europeo (ESM) della capsula Orion, inclusa la struttura principale, i sistemi di energia e condizionamento. Thales Alenia Space ha realizzato la struttura composita e secondaria, mentre Leonardo ha curato le unità di distribuzione energetica. Questa parte europea, trainata dall’Italia, alimenta i propulsori e i sistemi vitali per il volo di 10 giorni attorno alla Luna con quattro astronauti.
Thales Alenia Space sta sviluppando il Multi-Purpose Habitation (MPH) module, primo avamposto umano sulla Luna, previsto per il 2033 ma legato al programma Artemis. L’ASI pianifica anche minirover per missioni entro il 2026 e collaborazioni su rover cooperativi.