“La gente è caduta nel tranello della mistificazione”, “Non ci siamo fatti capire”: da Scopelliti a Rampelli parte l’analisi della sconfitta
«Non pensavo fosse questo l’esito del confronto, ma mi rendo conto che la gente è caduta nel tranello dell’operazione mistificatoria fatta dai partiti del No». Lo afferma all’Adnkronos Francesca Scopelliti, che fu compagna di Enzo Tortora ed è presidente del Comitato Cittadini per il Sì, commentando la vittoria del No al referendum. «Alla fine la gente ha creduto all’allarme sul ritorno del fantasma del fascismo, al fantasma della sottoposizione della magistratura al governo – continua – e tutti gli astenuti che non hanno mai dato alla sinistra queste percentuali si sono decisi ad andare a votare solo per fare un dispetto a Meloni senza capire l’importanza del quesito referendario».
“Il 45% degli elettori è per il Sì, la battaglia non va abbandonata”
«In tutti questi anni, dalla morte di Enzo (Tortora ndr) si sono susseguiti 26 governi di vario genere e mai nessuno ha avuto il coraggio di fare una riforma sulla giustizia – sottolinea – Era un’occasione da non perdere anche nella memoria di Enzo Tortora: quando si parla di errori giudiziari voglio vedere cosa si propone e risponde. Non sottovaluto però neppure il fatto che un buon 45% degli elettori avrebbe voluto questa riforma della giustizia: in nome di questi elettori la battaglia non va abbandonata».
Rampelli: sul referendum abbiamo perso la guerra delle parole
Sulla stessa lunghezza d’onda il vicepresidente della Camera dei deputati Fabio Rampelli. «Sarebbe stato più bello che fosse stata sconfitta la nostra proposta di riforma, invece che la sua mistificazione. Se l’obiettivo fosse stato quello di sottomettere i giudici alla politica avrei votato no anche io. Abbiamo perso la guerra delle parole – prosegue l’esponente di FdI – abbiamo perso ancora nelle grandi città, nelle regioni rosse, tra i giovani, abbiamo perso perché non abbiamo ragionato e ci siamo trovati a spiegare il Csm, vecchio e nuovo, alle persone semplici. Resta il rammarico di non poter consegnare ai nostri figli una nazione normale».
“Abbiamo spaventato gli elettori aggredendo i giudici”
«Accettiamo tuttavia il verdetto inappellabile che ci viene dalle urne, come ha dichiarato la presidente Giorgia Meloni, constatando che non ci siamo fatti capire, che abbiamo utilizzato argomenti sbagliati e mentre il fronte del no parlava ai cittadini con semplicità disarmante noi lo spaventavamo aggredendo i giudici o parlando un incomprensibile linguaggio tecnico-giuridico. Per la prima volta la sinistra è scesa dall’armocromismo alla strada, mentre noi c’impiccavamo all’articolo 111».