Il via libera al Senato
La “Garibaldi” cerca gloria in Indonesia: ne ricaveremo maxi-appalti e “alleanze” strategiche. Ecco a cosa servirà (video)
Via libera alla “cessione”, a titolo gratuito, del gioiellino ormai vetusto della Marina Militare italiana. La Commissione Affari esteri e difesa del Senato ha espresso parere favorevole sullo schema di decreto del Ministero della Difesa relativo al passaggio della nave Garibaldi alla Marina Militare dell’Indonesia (Atto n. 383). La portaerei, entrata in servizio nel 1985 e impiegata in numerose operazioni internazionali, è stata collocata in posizione di riserva il 31 dicembre 2024 a causa della sua obsolescenza tecnica e operativa. Durante l’esame del provvedimento si è discusso a lungo dell’opportunità di trasferire la nave gratuitamente, soprattutto dopo l’audizione del Direttore Generale degli Armamenti, Ammiraglio Giacinto Ottaviani. Nel corso della sua audizione, l’Ammiraglio ha infatti ricordato i rapporti già consolidati tra i due Paesi e ha citato diversi esempi di cooperazione industriale nel settore della difesa. Tra questi, Ottaviani ha citato anche Fincantieri, che ha venduto all’Indonesia due pattugliatori polivalenti d’altura, consegnati nel secondo semestre del 2025. La cessione gratuita è stata ritenuta l’opzione economicamente più sostenibile, considerato che il solo mantenimento della Garibaldi comporterebbe un costo annuo stimato di 5 milioni di euro, mentre la demolizione richiederebbe circa due anni e un investimento di 18,7 milioni.
La “Garibaldi” orgoglio della Marina avrà una seconda vita in Indonesia
Nel parere approvato, la Commissione sottolinea anche il valore strategico della cessione verso un Paese come l’Indonesia, potenza militare dell’Indo‑Pacifico e partner con cui l’Italia sta intensificando la cooperazione sia in ambito bilaterale sia nei contesti multilaterali. Infine, intervenendo a nome del Governo, il Sottosegretario alla Difesa Perego di Cremnago ha ribadito che il Governo ha fornito nel corso delle audizioni tutti gli elementi utili a chiarire il percorso di cessione, collegato alla crescente collaborazione militare e commerciale tra Italia e Indonesia. Entrata in servizio nel 1985, la Garibaldi è stata per oltre quattro decenni il fulcro della proiezione aeronavale italiana, partecipando a numerose operazioni internazionali, dalla Somalia ai Balcani fino alle missioni NATO più recenti.
L’unità è stata posta in posizione amministrativa di riserva dal 31 dicembre 2024 a causa dell’obsolescenza tecnico-operativa e del raggiungimento del limite del ciclo di vita. Nonostante gli ammodernamenti, le capacità di comando e controllo e l’integrazione con sistemi aeronautici di nuova generazione risultano oggi non pienamente allineate agli standard operativi contemporanei. Secondo la relazione tecnica allegata al decreto, la nave è stata ceduta priva di capacità offensive operative, mantenendo esclusivamente i sistemi essenziali per la sicurezza della navigazione e il trasferimento verso il nuovo utilizzatore.
Impatto economico e industriale dell’operazione
La cessione gratuita viene considerata la soluzione più sostenibile sotto il profilo economico. Il mantenimento dell’unità in riserva avrebbe comportato costi annuali stimati in circa 5 milioni di euro, mentre la demolizione avrebbe richiesto un iter di almeno due anni con costi complessivi stimati in circa 18,7 milioni di euro.
Il valore complessivo stimato della nave è pari a circa 54 milioni di euro e l’operazione non genererebbe nuovi oneri per il bilancio della Difesa. Al contrario, potrebbe favorire ulteriori opportunità industriali nel settore navale e aeronautico, consolidando il recente rafforzamento delle relazioni con l’Indonesia, già concretizzatosi con l’acquisizione di due pattugliatori classe PPA. Tra le possibili ricadute economiche vengono indicate future commesse relative a sommergibili, velivoli da addestramento avanzato e piattaforme di pattugliamento marittimo.
Entrata in servizio nel 1985, la Garibaldi è stata per oltre quattro decenni il fulcro della proiezione aeronavale italiana, partecipando a numerose operazioni internazionali, dalla Somalia ai Balcani fino alle missioni NATO più recenti. L’unità è stata posta in posizione amministrativa di riserva dal 31 dicembre 2024 a causa dell’obsolescenza tecnico-operativa e del raggiungimento del limite del ciclo di vita. Nonostante gli ammodernamenti, le capacità di comando e controllo e l’integrazione con sistemi aeronautici di nuova generazione risultano oggi non pienamente allineate agli standard operativi contemporanei.
Secondo la relazione tecnica allegata al decreto, la nave verrebbe ceduta priva di capacità offensive operative, mantenendo esclusivamente i sistemi essenziali per la sicurezza della navigazione e il trasferimento verso il nuovo utilizzatore. La nave nn sarà usata come portaerei classica ma verrà trasformata in portaelicotteri e piattaforma per droni (UAV).