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Kuwait, attacco alla base italiana: distrutto un drone “gioiello” da 30 milioni. Tajani: “Non ci facciamo intimidire”

La guerra nel Golfo

Kuwait, attacco alla base italiana: distrutto un drone “gioiello” da 30 milioni. Tajani: “Non ci facciamo intimidire”

Esteri - di Leo Malaspina - 15 Marzo 2026 alle 16:32

Nessun ferito, ma tanto spavento per un attacco con un drone che ha colpito oggi la base di Ali Al Salem, in Kuwait, che ospita personale e capacità militari statunitensi e italiane. Il velivolo senza pilota ha centrato uno shelter all’interno del quale era custodito un drone della Task Force Air italiana, che è andato completamente distrutto. A comunicarlo è il capo di Stato maggiore della Difesa, il generale Luciano Portolano, in una dichiarazione pubblicata su X dallo Stato maggiore della Difesa, riferendo di aver “immediatamente sentito il Colonnello Mangini per sincerarmi delle condizioni del personale italiano presente nella base.

Kuwait, drone colpisce la base italiana

Al momento dell’attacco tutto il personale era in sicurezza e non è stato coinvolto. Dell’accaduto ho prontamente informato il ministro della Difesa Crosetto, col quale sono in costante contatto per l’aggiornamento continuo della situazione di tutti i nostri contingenti all’estero”.

Lo Stato maggiore della Difesa ha spiegato che nei giorni scorsi il dispositivo della Task Force Air italiana era stato preventivamente alleggerito, nell’ambito delle misure adottate alla luce dell’evoluzione del quadro di sicurezza nell’area. Il personale rimasto nella base è impegnato esclusivamente nelle attività essenziali della missione.

Il drone colpito rappresentava un assetto operativo importante per le attività della missione ed era rimasto schierato nella base proprio per garantire la continuità delle operazioni. La situazione è costantemente monitorata dal Capo di Stato maggiore della Difesa e dal Comando Operativo di Vertice Interforze, che mantengono un contatto continuo con i contingenti sul terreno.

Il velivolo colpito nell’attacco con drone alla base aerea di Ali al Salem, in Kuwait, costituiva uno degli assetti operativi principali della Task Force Air italiana ed era rimasto schierato nella base proprio per garantire la continuità delle operazioni nell’ambito della missione internazionale. In base a quanto appreso da “Agenzia Nova”, si tratta di un MQ-9A “Predator”, drone a medio-alta quota e lunga autonomia utilizzato per missioni di sorveglianza, ricognizione e raccolta di informazioni a sostegno della coalizione internazionale impegnata nel contrasto al gruppo jihadista Stato islamico. Il drone, prodotto dalla società statunitense General Atomics, ha un valore stimato di circa 30 milioni di dollari per il solo velivolo, cifra che può superare i 35 milioni includendo sensori, sistemi di comunicazione e infrastrutture di controllo a terra.

La reazione del ministro degli Esteri Tajani

“Non ci faremo intimorire da un drone, le nostre msisioni continuano. Non è che arriva un drone e allora molliamo le nostre postazioni”, ha affermato Antonio Tajani, ministro degli Esteri, ospite ‘Diario della domenica’ su rete4. Quella colpita in Kuwait “era una base che è stata attaccata già più volte. Infatti era stato ridotto anche il numero del personale presente lì. Era una base dell’Aeronatica militare. Adesso quest’altro attacco ha colpito un grande drone italiano. Per fortuna nessun rischio e problema per i militari italiani che erano già al sicuro, come lo erano nei giorni scorsi”.

“Il Kuwait -ha spiegato Tajani- è un obiettivo militare dell’Iran, soprattutto per la presenza delle basi americane. Loro hanno detto che attaccano le basi Usa. Come, d’altronde, nel Kurdistan iracheno dove sono stati ridotti di molto i nostri militari, molti sono già in Turchia. Non è che ci facciamo intimorire. Non è che arriva un drone e allora molliamo le postazioni, ma dobbiamo mettere al sicuro il maggior numero di uomini, mantenendo la nostra presenza e mantenendo fede agli impegni che abbiamo preso a livello internazionale”.

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di Leo Malaspina - 15 Marzo 2026