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Tajani fa i conti con la guerra in Iran: “Se finisce presto, l’export italiano cresce anche nel 2026”

Le prospettive

Tajani fa i conti con la guerra in Iran: “Se finisce presto, l’export italiano cresce anche nel 2026”

Politica - di Gabriele Caramelli - 25 Marzo 2026 alle 15:16

«Ce la faremo nonostante tutto. Nonostante i dazi, le guerre, il contesto internazionale e il green deal. Perché ce l’abbiamo sempre fatta: dopo la seconda guerra mondiale, dopo la crisi del 2008 e dopo il Covid». Queste le parole del ministro degli Esteri, Antonio Tajani, che è intervenuto alla presentazione del rapporto di primavera del centro studi di Confindustria. Il dossier mette in guardia sulla continuazione del conflitto in Iran, che potrebbe rallentare la crescita del Pil nel caso in cui dovesse prolungarsi per troppo tempo. Ma come ha sottolineato il titolare della Farnesina: «Ce la faremo anche questa volta perché abbiamo un tessuto imprenditoriale che è di altissima qualità, ed è in grado di affrontare tutte le sfide e vincerle. Per questo sono ottimista».

«Può peggiorare la situazione quest’anno? Spero che la guerra in Medio Oriente finisca in tempi rapidi per evitare aumenti del costo dell’energia; se le cose andranno nella giusta direzione, credo che anche quest’anno le esportazioni potranno crescere. Stiamo lavorando per garantire al mondo imprenditoriale di occupare spazi dove non eravamo mai arrivati, con grandi risultati», ha aggiunto il ministro degli Esteri, assicurando «l’impegno totale del governo, e mio in particolare, per quanto riguarda una politica a favore dell’export che è parte importante del nostro prodotto interno lordo». Non a caso, «nonostante i problemi e le difficoltà, e nonostante quanto accaduto con gli Usa, l’export è cresciuto del 3,3%». «Il mio obiettivo è più ambizioso – ha proseguito il ministro – ma questo dato ci mostra che comunque, nonostante la tempesta, la ‘nave Italia’ va nella giusta direzione. Mi auguro che la guerra finisca in tempi abbastanza rapidi, perché se le cose andranno bene, credo che anche quest’anno le esportazioni potranno crescere».

Iran, Tajani spera nella fine del conflitto: «Ma a Bruxelles serve un cambio di marcia»

Il ministro degli Esteri, a proposito delle dinamiche europee, ha confermato che «bisogna avere il coraggio di imprimere una svolta a Bruxelles. E lo dice il più europeista del governo. Ci sono dei cambi marcia da fare: abbiamo fatto dei passi in avanti in materia ambientale, con una visione più pragmatica». E ancora: «Nonostante la grande qualità delle imprese serve una facilitazione nell’accesso al credito, anche visto che gli Usa continuano ad abbassare il valore dollaro. E un rapporto dollaro euro svantaggioso per l’euro, per noi, è più pericoloso dei dazi». Non bisogna dimenticare che, tra le altre cose, «noi siamo un continente industriale, un paese industriale. E quindi l’accesso al credito è fondamentale, perché se il denaro costa troppo è difficile affrontare le sfide odierne».

Il prolungamento del taglio delle accise

«Se la guerra non finisce saremo costretti a rinnovare la scelta di ridurre le accise», ha concluso Tajani, ricordando che «intanto continuiamo con una politica energetica di autosufficienza: per me il nucleare è il numero uno perché ci permetterà di non dipendere da nessuno. Il lavoro che stiamo facendo anche con altri Paesi servirà a rafforzare la nostra necessità di acquisire gas e speriamo che i paesi del Golfo non siano costretti a interrompere le esportazioni».

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di Gabriele Caramelli - 25 Marzo 2026