Il golfo bollente
Iran e Usa, prove di negoziati: Teheran ironizza ma i contatti ci sono. Scendono i prezzi di petrolio e gas
Teheran ha deriso gli Usa troppo presto, cercando di smentire il fatto che le negoziazioni fossero già in corso. “Negoziano con se stessi, sono disperati…”. In realtà, Il Pakistan ha consegnato all’Iran la proposta in 15 punti elaborata dagli Stati Uniti per mettere fine alla guerra e che ora si aspetta la risposta degli iraniani. Inoltre, alcune fonti di Islamabad hanno riferito ad Anadolu che entro 48 ore è prevista una svolta nei colloqui tra Stati Uniti e Repubblica islamica. Anche la Turchia sta svolgendo cercando di mediare diplomaticamente per concludere il conflitto in Medio Oriente. Non a caso, Ankara sta chiedendo ai Paesi del Golfo di evitare una presa di posizione nel conflitto in Iran, con diverse telefonate eseguite dal ministro degli Esteri Hakan Fidan ai colleghi di Emirati, Kuwait e Arabia Saudita. Poi è volato persino in Qatar, da tempo alleato della Turchia nella regione.
Cresce anche la paura per gli attacchi ai siti nucleari iraniani e israeliani, che secondo l’Onu rischiano di scatenare una «catastrofe senza precedenti». A dirlo è stato il responsabile per i diritti umani Volker Turk, ricordando che le ultime offensive «sottolineano l’immenso pericolo di un’ulteriore escalation».
Iran e Usa vicini ai colloqui: Islamabad smentisce le voci negative di Teheran
«Stiamo monitorando attentamente tutti i movimenti degli Stati Uniti nella regione, in particolare il dispiegamento di truppe», ha scritto su X il presidente del Parlamento iraniano Mohammed Ghalibaf, che era stato inizialmente considerato come l’uomo incaricato di trattare con gli americani, in occasione dei negoziati. Poi ha aggiunto: «Ciò che i generali hanno rotto, i soldati non possono aggiustare: rischiano invece di diventare vittime delle illusioni di Netanyahu. Non mettete alla prova la nostra determinazione a difendere la nostra terra». Un ulteriore affermazioni di determinazione a combattere, che arriva dopo la notizia dell’invio di alcuni soldati e paracadutisti statunitensi in Medio Oriente.
Nel frattempo, Israele ha condotto diversi attacchi mirati al centro di ricerca subacqueo Isfahan, che sarebbe l’unico sito in Iran dedicato alla progettazione e alla costruzione di sottomarini e sistemi di sostegno per la marina militare. Di tutta risposta, la Repubblica islamica ha affermatoo di aver lanciato missili da crociera contro la portaerei americana Abraham Lincoln, che per sfuggire alle mire dei Pasdaran ha dovuto cambiare il suo posizionamento vicino alle coste.
Speranze di pace attraverso i dati economici…
Il prezzo del petrolio continua a scendere, anche grazie a un’eventuale conclusione della guerra in Medio Oriente con i diplomatici che stanno provando a favorire un incontro tra Stati Uniti e Iran. Intanto, a Londra il greggio “Brent” si attesta sotto attorno ai 94,11 dollari (-6,12% rispetto a prima). Anche il gas è in calo, visto che al Ttf di Amsterdam ha raggiunto i 50 euro al megawattora, in diminuzione del 6,92%.