Amnesty protesta
Indonesia verso le restrizioni social per i minori di 16 anni: obiettivo, proteggerli da cyberbullismo e frodi online
Nuova svolta in Indonesia, dove saranno inserite delle restrizioni sui social media per chi ha meno di 16 anni. Ad annunciarlo è stat la ministra per le Comunicazioni e il digitale, Meutya Hafid. Gli account intestati ai minori di 16 anni sulle app considerate “ad alto rischio”, saranno successivamente disattivati. Nella lista fatta dal governo rientrano TikTok, Facebook, Instagram e Roblox. In questo modo, il Paese si unisce a tutti quelli che hanno adottato disposizioni simili per proteggere i più piccoli dai rischi legati ai social, tra cui figurano la dipendenza, il cyberbullismo e le frodi online.
Anche l’australia ha adottato una normativa simile a dicembre 2025, mentre la Spagna ha annunciato il mese scorso una presa di posizione analoga. La Malesia, vicina all’Indonesia, ha reso noto di voler procedere con un provvedimento sui social a novembre, che dovrebbe entrare in vigore dal 2o26. Secondo la ministra Hafid, la decisione di Giacarta porta il Paese ad essere il primo non occidentale nell’adozione di misure come queste. Attualmente l’Indonesia conta 280 milioni di abitanti e l’uso di internet ha raggiunto il 79,5% delle persone nel 2024, mentre i minori di 12 anni già connessi al web sono già il 48%. L’ultima cifra ha fatto evidentemente riflettere l’esecutivo
L’Indonesia verso l’inserimento delle restrizioni sui social per i minori di 16 anni per proteggerli…
Nonostante l’Indonesia abbia scelto una misura a scopo preventivo, Amnesty International ha protestato per il divieto. Secondo il direttore esecutivo dell’organizzazione, Usman Hamid, «questa interdizione assoluta sui social media priverà decine di milioni di giovani dei canali vitali per comunicare con gli altri, accedere alle informazioni, sviluppare la creatività ed esprimersi». Poi ha aggiunto: «Riconosciamo i danni reali che i bambini possono subire online, inclusa l’esposizione a contenuti dannosi. E’ quindi comprensibile che il governo stia cercando risposte forti. Tuttavia, un divieto assoluto dei social media per i bambini e’ una soluzione eccessivamente semplicistica a un problema complesso. L’attenzione dovrebbe essere rivolta a rendere gli spazi digitali piu’ sicuri, non a escludere i bambini da essi».
Dopo aver contestato il provvedimento governativo, Hamid ha sostenuto che «ciò di cui l’Indonesia ha bisogno sono soluzioni che rispettino i diritti» e che «tali misure ignorano anche il diritto dei bambini a essere ascoltati nelle decisioni che riguardano le loro vite». Infine, Amnesty ha rammentato che il Paese fa parte della Convenzione sui diritti dell’infanzia, che si occupa di garantire ai minori il diritto alla libertà d’espressione, all’accesso alle informazioni e ad essere ascoltati.