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Il ricordo di Bossi alla Camera. “Oggi lo applaude chi prima lo chiamava ladro”. Una donna al suo posto

Dall'addio al subentro

Il ricordo di Bossi alla Camera. “Oggi lo applaude chi prima lo chiamava ladro”. Una donna al suo posto

Politica - di Leo Malaspina - 25 Marzo 2026 alle 19:03

“Proclamo deputata, a norma dell’articolo 17 bis comma 3 del Regolamento, per la quarta circoscrizione Lombardia 2, nell’ambito del collegio plurinominale 01, Manuela Maffioli”, ha detto il presidente di turno dell’aula della Camera Giorgio Mulè annunciando, oggi pomeriggio, alla Camera, la donna che sostituirà Umberto Bossi nel gruppo Lega, dopo la rinuncia di Matteo Luigi Bianchi, primo dei non eletti.

Chi è Manuela Maffioli che subentra a Umberto Bossi

Manuela Maffioli è una giornalista professionista e una figura di lungo corso della politica locale lombarda, in particolare a Busto Arsizio, dove ha ricoperto più volte incarichi amministrativi di primo piano. Nata nel 1971, si è laureata in Lettere moderne con specializzazione in comunicazione sociale e ha maturato esperienza sia nel lavoro giornalistico e nella comunicazione istituzionale sia nella gestione culturale e amministrativa. È stata a lungo vicina alla Lega, con una presenza politica iniziata molto presto, già negli anni Novanta, e nel tempo ha consolidato un profilo legato soprattutto ai temi della cultura, dell’identità cittadina e dello sviluppo economico. A livello professionale ha lavorato anche in ambiti collegati alla Regione Lombardia e al sistema Rai, oltre ad aver avuto incarichi in organismi culturali e mediatici.

Il ricordo di Molinari alla Camera

“L”uomo che di più ha cambiato la politica italiana negli ultimi 40 anni”. E’ stato Riccardo Molinari il primo a prendere la parola alla Camera in occasione della commemorazione in aula di Umberto Bossi, con la delegazione leghista al governo presente al completo tra i banchi dell’esecutivo, dopo il minuto di silenzio e l’applauso bipartisan che hanno fatto seguito al ricordo del presidente Lorenzo Fontana. “Un costruttore, un visionario, un precursore dei tempi spesso non capito”, ha sottolineato il capogruppo della Lega che poi non ha risparmiato critiche ai detrattori del Carroccio.

“In questi giorni abbiamo apprezzato il cordoglio sincero, in altri casi abbiamo sentito un cordoglio meno sincero da qualche personaggio che lo ha celebrato per colpire la Lega di oggi. Sono gli stessi che quando Bossi era in auge lo deridevano. Noi non dimentichiamo i soprusi e i tentativi di zittimento che che la Lega ha subito in quella fase, le retate in via Bellerio, le botte ai militanti della Lega, i processi durati 20 anni, la più grande infamità fatta a Bossi, la vicenda dei 49 milioni di euro per farlo passare come un ladro”, ha detto Molinari. Da tutti i gruppi sono arrivate parole di stima per Bossi. “Un protagonista della vita politica Italia, dotato di grande fiuto politico, attento a quello che accadeva nella società”, ha detto Piero Fassino parlando poi di una “torsione della Lega cui Bossi ha guardato con disagio e diffidenza”.

Per Maurizio Lupi, Bossi “ha cambiato il Paese, o ha costretto a cambiarlo. Che patromonio ha lasciato? Una classe dirigente solida, radicata sul trritorio, esperta, giovani appassionati al servizio del bene comnue. Una grande eredità”. Per Luana Zanella, che ha espresso “sincero rispetto verso un uomo politico che ha saputo interpretare istanze e sentimenti di vasti ceti della nostra società”, Bossi “pose il tema della riforma federalista dello Stato, traducendola tuttavia nei modi più sbagliati, trasformando l’orizzonte federalista che avrebbe potuto rendere il nostro paese più solidale nell’idea della successione. Così spreco’ il suo patrimonio di energie innovative, finendo tra le braccia del berlusconismo con cui condivise forme deteriori di populismo e un linguaggio estremo di tipo sessista e razzista”.

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di Leo Malaspina - 25 Marzo 2026