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“Il Domani” stronca il discorso della Roccella sull’8 marzo: “Ha rimosso le donne comuniste”. Ma prende un abbaglio

Lettura maliziosa

“Il Domani” stronca il discorso della Roccella sull’8 marzo: “Ha rimosso le donne comuniste”. Ma prende un abbaglio

Dal ministero sorridono. Prima del 1921 il Pci non esisteva ancora: l'excursus della ministra partiva dalla fine dell'800 e si riferiva al movimento suffragista, prima del 1921

Politica - di Adriana De Conto - 10 Marzo 2026 alle 18:46

Peccato che un bellissimo discorso del ministro Eugenia Roccella in occasione della festa delle donne l’otto marzo al Quirinale, che ha coinciso anche con l’80esimo anniversario della Costituzione e del voto alle donne, sia diventato oggetto di una polemica sterile da parte del Domani. Mentre il ministro ha fatto una ricostruzione storico-filologica del movimento di liberazione delle donne partendo dalla fine dell’800 con il movimento delle suffragiste, il quotidiano in un articolo di Daniela Preziosi si è concentrato su un passaggio del discorso, che a suo avviso contiene la “rimozione” delle donne comuniste.

La ricostruzione storica della Roccella

Questo il passaggio dell’excursus della Roccella che il Domani ha contestato. “Le suffragiste italiane sono meno combattive ed estreme delle loro sorelle americane e inglesi, ma non meno tenaci. Soprattutto, sono pronte a unirsi aldilà delle differenze ideologiche e politiche. A chiedere il diritto di voto sono le cattoliche, le socialiste, le liberali, le fasciste della prima ora”. Il vulnus secondo Preziosi è questo: Roccella “dimentica le comuniste quanto meno le più numerose”. Non è così. Il fatto è che quel passaggio del discorso prendeva le mosse da un periodo antecedente alla nascita del Partito comunista, più o men o dalla fine dell’800 fino ai primi anni ’20 del ‘900.

“Il Domani” contesta a Roccella la “rimozione” delle donne comuniste

Il partito comunista è stato fondato il l 21 gennaio 1921 a Livorno, per cui la lettura dell’articolo del Domani ha lasciato stupiti e divertiti. Nei corridoi del ministero della Famiglia e delle Pari Opportunità sorridono di questa lettura maliziosa, fatta tanto per far polemica. Infatti, lungi da qualunque intento di rimozione, la risposta al rilievo posto dal quotidiano è questa: nessuna cancellazione delle donne comuniste, ma in quel momento storico preso in esame dalla cornice storica del discorso della ministra Roccella le donne comuniste ancora non c’erano come organizzazione partitica. Semplice. E poi, se andiamo a leggere il manifesto del Pci all’indomani della sua nascita, cercheremmo invano qualcosa che abbia a che vedere con libere elezioni. Leggere per credere….

 

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di Adriana De Conto - 10 Marzo 2026